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Serbia, ultranazionalisti fuori dal Parlamento

 

I primi risultati con l’80% dei voti scrutinati. Alle politiche l’SNS di Nikolić il primo partito, seguono Democratici e Partito socialista. Alla presidenza ballottaggio Nikolić-Tadić. Affluenza attorno al 60%. Pochi scossoni dalle elezioni in Serbia. Con 78% dei voti scrutinati l’unica vera sorpresa è che il Partito radicale, capeggiato da Vojislav Šešelj, rinchiuso presso il Tribunale internazionale dell’Aja, non avrà alcun rappresentante in Parlamento, dato che non supererà lo sbarramento del 5%.

Al contrario, il partito che nacque proprio da una costola dei radicali, il Partito progressista serbo (SNS), ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti: 24,1% che sarebbe tradotta se confermata in 73 seggi parlamentari.

Il Partito democratico (DS) ha ottenuto il 22.4% (68 seggi), il Partito socialista (SPS) il 14.4% (44 seggi), Il Partito democratico della Serbia (DSS) e i Liberal-democratici (LDP) rispettivamente il 6.9 e il 6.6%, con 21 e 20 seggi.
Il partito regionalista Regioni unite della Serbia (URS) avrà 16 parlamentari mentre l’Alleanza degli ungheresi di Vojvodina 5. Gli altri partiti rappresentanti le minoranze ottengono 1 seggio ciascuno.

Per la corsa alle presidenziali il leader dell’SNS Tomislav Nikolić sopravanza di un’inezia quello dei Democratici e presidente uscente Boris Tadić: 25.5% il primo, 25.4% il secondo. Si affronteranno nel ballottaggio previsto per il 20 maggio prossimo.

I risultati degli altri candidati alla presidenza: Zoran Stanković: 6.6%; Vladan Glišić: 2.7%; Vojislav Koštunica: 7.2%; Zoran Dragišić: 1.7%; Jadranka Šešelj: 3.9%; Muamer Zukorlić: 1.3%; Danica Grujičić: 0.7%; Ivica Dačić: 14.2%; Čedomir Jovanović: 5.2%; Ištvan Pastor: 1.7%.

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