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Tutti a Comiso, per la Pace e contro la mafia ricordando Pio La Torre

 

A trent’anni dalla storica e imponente manifestazione contro l’installazione dei missili nucleari a Comiso, per il disarmo e la pace, il prossimo 4 aprile, il movimento democratico pacifista e antimafioso si è dato appuntamento di nuovo a Comiso in onore di Pio La Torre. È cambiato lo scenario mondiale, ma la pace è obiettivo ancora ambìto.
Dopo ventisei giorni di quell’imponente manifestazione (oltre centomila partecipanti) Pio, che aveva contribuito a realizzarla, fu barbaramente ucciso assieme a Rosario Di Salvo, a Palermo dietro la Caserma Turba (30. Aprile.1982).
Il suo tenace impegno alla testa del Pci siciliano contro i missili di Comiso contribuì ad accelerarne l’uccisione da parte della mafia? La pista non fu esplorata sino in fondo dagli inquirenti, ma non fu mai esclusa.

D’altra parte contro uomini come La Torre e tutte le altre vittime politiche e istituzionali di quegli anni, la mafia aveva, quale motivo per la soppressione, tutta la loro vita spesa nell’impegno per l’emancipazione dei più deboli e per la difesa della legalità e la democrazia.

Pio, quando ritornò a fare il segretario del Pci siciliano, su sua esplicita richiesta, trovò già avviato il movimento di opposizione contro i missili, ma il suo apporto fu essenziale per l’allargamento dello schieramento sociale e politico oltre gli iniziali promotori. Aderirono, oltre le Acli e i gruppi pacifisti, un numero massiccio di amministrazioni locali, l’Assemblea Regionale Siciliana diretta dal socialista Lauricella, i sindacati e le altre organizzazioni sociali e professionali degli agricoltori, degli artigiani, dei commercianti. La manifestazione fu di popolo, unitaria e trasversale, fu lanciata la petizione per un milione di firme per la pace che furono raccolte solo in Sicilia. La Torre spostò in avanti gli obiettivi della piattaforma pacifista: disarmo bilaterale tra i due blocchi geopolitici dell’Est e dell’Ovest, cooperazione tra Usa e Urss, le due superpotenze di allora, per la pace e dunque immediata sospensione dell’installazione dei missili a medio e corto raggio in Europa. I missili furono installati, ma nel 1988 furono smantellati a seguito della firma, tra Reagan e Gorbaciov, del trattato per la loro eliminazione.

Dopo trent’anni Comiso e la Sicilia aspettano che la promessa fatta loro di essere trasformati da simbolo della contrapposizione tra Est e Ovest a punto d’incontro tra Nord e Sud per la cooperazione e lo sviluppo, di essere non solo isola di accoglienza di coloro che fuggono dalle guerre e dalla fame, ma centro nevralgico  e propulsivo di crescita e di diritti nell’area mediterranea attraversata dalla primavera araba e dagli effetti devastanti della crisi economica, sia mantenuta.

Saremo a Comiso anche per ripensare la Pace al tempo della crisi globale del capitalismo finanziario, dell’espansione delle mafie e dei vecchi e nuovi conflitti del Medio Oriente e dell’Africa, del vecchio Continente e dell’Afganistan. Perché la Pace senza cooperazione e crescita globale dell’economia e della democrazia sarà sempre instabile.
È crollato il muro di Berlino, ma non quello tra accentramento della ricchezza in poche mani e dilatazione delle aree di povertà; è cresciuta nel mondo l’incertezza tra democrazia, tutela dei diritti e sistemi autoritari, ingiustizia sociale.
Infine, ogni focolaio di tensioni è occasione buona per le mafie, come lo fu allora l’affare della base militare a Comiso.
Oltre cinquanta associazioni, compreso i sindacati, si sono dati appuntamento a Comiso per la giornata del prossimo quattro aprile, per ricordare La Torre e tutte le vittime delle mafie le quali, come ripetiamo incessantemente, nella guerra fredda come nel capitalismo finanziario globalizzato, restano uno degli strumenti illegali preferiti da quella parte minoritaria della classe dirigente che rifiuta democrazia, giustizia sociale e la pace.

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