La sóla del tesoro e dei tesorieri

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di Nadia Redoglia
Dall’isola del tesoro, passando per l’isola -che non c’è- dei tesoretti, siamo così giunti alla sóla dei tesorieri che probabilmente potrebbero non essere isolati. Usi ai bei siti, Lusi e Belsito sarebbero stati scoperti. Prima nessuno li conosceva, neppure quelli che avevano affidato loro palate di milioni da gestire e amministrare: troppo indaffarati a sfogliare margherite e farsi leghe.
Saranno i magistrati a raccogliere le caselline per completare il puzzle, dunque (vorremmo ben sperare) rendere giustizia al termine “a mia insaputa” che da troppo tempo ormai è diventato in proprio e per conto terzi sinonimo di “presa per pudende”. Certo è che quand’anche i custodi di (quei) tesori si rivelassero gli unici “mariuoli”, s’avrebbe comunque una ragione in più per omologare una verità inconfutabile. Ben conoscono il valore del denaro, coloro che amministrano l’esistenza per sé e dei loro cari con fatica e sacrifici, spesso pesantissimi. Perciò anche solo un centesimo di quel tesoro che non torna è fonte d’allarme. Se ne frega invece chi l’ottiene, a palate, facilmente, ma soprattutto è ben certo di proseguire con altrettanta facilità a ottenerlo anche in futuro.


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