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Francia al voto. Hollande vince, ma la sinistra ha il fiato sospeso fino al 6 Maggio

 

Il primo turno l’ha vinto il socialista François Hollande sul neoconservatore e iperliberista Nicolas Sarkozy, sfatando una consuetudine che voleva il Presidente uscente sempre al primo posto e poi riconfermato. Ora, la sinistra francese, riformista e radicale, il centro-destra gollista che si rifà all’ex-presidente Chirac, gli europeisti verdi di Cohn Bendit e i produttori agricoli alternativi di Bové, dovranno aspettare col fiato sospeso fino al ballottaggio del 6 Maggio. Dovranno scrutare l’orizzonte in queste due settimane per carpire gli ondeggiamenti dell’opinione pubblica moderata e di destra, quella che comunque ha dato il 27% a Sarkò e il 18,3% alla reazionaria Marine Le Pen (record storico per i neofascisti del Fronte Nazionale).

Hollande ha vinto ma non ha del tutto convinto al primo turno, fermandosi al 28,5% circa, senza riuscire a sfondare la soglia psicologica del 30%, come sembrava poter fare dopo l’ultima settimana passata da un comizio all’altro con le piazze e i padiglioni pieni, e come i sondaggisti ed analisti politici auspicavano. In parte ha deluso il candidato della sinistra alternativa, l’ex-socialista trotzkista Jean-Luc Melénchon col suo 11% (gli si accreditava un 15% e un testa a testa con la LePen, alla vigilia del voto), così come è ormai avviato verso il viale del tramonto il neo-centrista François Bayrou, il “Casini d’oltralpe”, il tentennante, che ha sempre vagato tra Sarkò e Hollande: con il 9% comunque rischia di essere l’ago della bilancia al ballottaggio e dalle prime uscite post-voto ha già lasciato intendere che venderà cara la pelle con il suo “tesoretto” di voti, decidendo a chi orientarsi solo negli ultimi due giorni (ma già nel 2007, quando la sfidante socialista fula SégolèneRoyal, fece pendere l’ago della bilancia a favore di Sarkò). Melénchon e la candidata dei verdi, Eva Joly (2,3%) hanno già dichiarato, invece, il loro sostegno ad Hollande.

Ma l’incognita vera resta la “figlia d’arte”, la MarineLePen, che ha superato nelle preferenze l’exploit del padre Jean-Marie, quando nel 2002 riuscì a superare al primo turno il candidato socialista Lionel Jospin, costringendo poi gli elettori socialisti a votare al ballottaggio per il neo-gollista Jacques Chirac. La LePen scioglierà la sua prognosi solo il 1° Maggio, festa dei lavoratori, ma in molti osservatori a Parigi anticipano che il suo invito sarà rivolto tutt’al più per la “libertà di coscienza”, senza dare un esplicito appoggio a Sarkò. Ancora oggi, infatti, il vecchio “patron” del Fronte Nazionale, papà Jean Marie ha ribadito che l’obiettivo primario per la destra reazionaria ed euroscettica è quello di ottenere un forte successo elettorale alle legislative del 10 giugno: “Marine farà di tutto pur di far perdere Sarkò”, hanno dichiarato dal suo stafff. Per i due Le Pen è fondamentale, infatti, cogliere l’occasione di far crollare l’UMP, il partito del presidente uscente e così raccogliere l’eredità del centrodestra, radicalizzando lo scenario politico francese. Anche perché il vecchio “carrozzone” neo-gollista è sempre più dilaniato al proprio interno da lotte leaderistiche, da scandali di sottogoverno e dalle inchieste giudiziarie sui finanziamenti illegali da parte di alcuni potenti imprenditori. E poi, c’è una parte dell’elettorato liberale e di centro-destra, che si sente fieramente legato agli ideali gollisti, al senso della grandeur e della leadership europea della Francia, che ormai ha abbandonato Sarkò, seguendo l’invito di Chirac e del suo entourage, compresa la figlia Calude e il genero.

Ecco perché, nonostante a questo primo turno elettorale, Hollande non abbia sfondato il muro del 30% (e comunque riportando un risultato record per un esponente socialista dai tempi di Mitterrand), i primissimi sondaggi post-voto, già lo accreditano attorno al 54% di consensi al ballottaggio contro il 46% per lo sfidante Sarkò. Quello che stupisce, però, sono le intenzioni di voto degli elettori degli altri candidati arrivati dietro ai due sfidanti. Secondo un sondaggio condotto dallo SFOP Fiducial subito dopo i risultati del primo turno, Hollande vincerebbe al ballottaggio con il 54,5% contro il 45,5% di Sarkozy. L’83% di coloro che hanno votato per Melénchon al primo turno si riverserebbe sul candidato socialista, secondo lo studio commissionato da Europe1, Paris Math e Public Senat.

Meno di un elettore di Marine Le Pen su due (48%) voterebbe per Sarkozy al secondo turno, mentre il 31% voterebbe Hollande, e il 21% si asterrà o indicherà bianca e nulla. Gli elettori di Bayrou si dividerebbe grosso modo in tre parti: il 38% per Sarkozy, il 32% per Hollande, e il restante 30% si asterrà, o voterà bianca e nulla. Secondo un altro sondaggio, condotto dall’istituto OpinionWay per Le Figaro, il 44% dei francesi che hanno votato al primo turno avrebbero l’intenzione di votare per Hollande 6 maggio, un 38% per Sarkozy, mentre il 18% non esprime alcuna intenzione voto.

 

Risultati nazionali quasi definitivi, pubblicati dal Ministero degli Interni: 

Astensioni: 19,54%
François Hollande: 28,56% – 10.003.036 voti
Nicolas Sarkozy: 27,07% – 9.479.515 voti
Marine Le Pen: 18,12% – 6.344.097 voti
Jean-Luc Mélenchon: 11,10% – 3.887.639 voti
François Bayrou: 9,11% – 3.189.257 voti
Eva Joly: 2,26% – 791.056 voti

 

Rilevazioni dei principali Istituti di Sondaggio :

Ipsos / Logica Business Consulting 

François Hollande: 28,8%
Nicolas Sarkozy: 26,1%
Marine Le Pen: 18,5%
Jean-Luc Mélenchon: 11,7%
Bayrou: 8,8%
Eva Joly: 2,3%

TNS Sofres / Sopra Group 

François Hollande: 28,6%
Nicolas Sarkozy: 27,3%
Marine Le Pen: 18%
Jean-Luc Mélenchon: 11,1%
Bayrou: 9%
Eva Joly: 2,3%

Harris Interactive / Viadeo

François Hollande: 29%
Nicolas Sarkozy: 27,1%
Marine Le Pen: 17,7%
Jean-Luc Mélenchon: 11,3%
Bayrou: 8,9%
Eva Joly: 2,4%

CSA

Astensioni: 21,3
Bianche e nulle: 1,6

François Hollande: 29,2%
Nicolas Sarkozy: 27%
Marine Le Pen: 17,3%
Jean-Luc Mélenchon: 11,4%
Bayrou: 8,8%
Eva Joly: 2,5%

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