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Dal marchese alle marchette

 

di Nadia Redoglia

Per circa un ventennio c’è toccato nutrirci di papi-populismo, supportato e sopportato (resistere, resistere, resistere). Casa degli italiani agevolati dalla conquista di milioni di posti di lavoro, sconfitta immediata di crisi mondiale, disfatta del cancro in tre anni, new town abruzzesi costruite dai G8, nobel per la pace -con annessi campi da golf- per Lampedusa, bungabunga da nipoti e nepotismi e compagnia cantante (per crociere e Apicella). Applausi. Il movimento del Grillo promette il Norimberga 2. Il pubblico sarà giudice, imputati i partiti. Scuciremo loro non solo tutti i soldi che hanno rubato al popolo, ma «a fine processo vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare». Applausi. Proviamo a trovare la differenza. Il primo si rivolge al popolo spacciandosi per l’unto onnipotente. Un po’ come dire: “io so’ io e voi non siete un c…lasciate fare a me” (ghe pensi mi ndr).  Il secondo, a dispetto dell’omonimo di sangue blu,  rivolgendosi al popolo proclama da sempre “io non sono un c…e voi siete voi”. I “voi” che lo acclamano e che confidano nel Norimberga 2?  Invertendo l’ordine dei fattori il prodotto insiste a non cambiare. Possiamo ancora sperare in qualcuno che molto semplicemente ci dimostri il senso e il valore del “noi siamo noi” e basta?

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