Il 2 novembre l’Autorità per i media dell’Etiopia ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato della licenza per l’edizione stampata e online di “Reporter”, uno dei mezzi d’informazione più antichi del paese. Pubblicato in inglese e amarico, era l’ultimo quotidiano indipendente in lingua amarica.
Secondo le autorità, “Reporter” ha violato le leggi e l’etica pubblicando più volte contenuti “contrari agli interessi nazionali” e “contenuti distorti che hanno avuto un impatto negativo sugli investimenti esteri, il turismo e la diplomazia”: espressioni del tutto vaghe e non circostanziate, che lasciano trapelare la nota allergia del governo di Addis Abeba per le critiche, soprattutto quelle a mezzo stampa.
Giorni prima della sospensione della licenza, “Reporter” aveva pubblicato un editoriale in cui denunciava che la stampa privata stava “attraversando uno dei periodi più precari della storia”. L’editoriale è stato, suo malgrado, profetico.
