Il prossimo 11 novembre a Torino, Paolo Berizzi presenterà il suo ultimo lavoro “Il libro segreto di Forza Nuova” (presso la libreria Binaria).
Questo nuovo libro di Paolo Berizzi è tanto più importante perché Roberto Fiore ed altri dirigenti di Forza Nuova sono stati da poco condannati anche in appello a pene importanti per l’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil.
Un episodio di gravità inaudita soprattutto per il suo valore simbolico.
Perché il Viminale nemmeno ora decreta lo scioglimento di Forza Nuova? Forse per lo stesso motivo per cui, nonostante alcuni annunci, non ordina neanche lo sgombero della sede di CasaPound.
Le ragioni profonde di queste inaccettabili scelte governative di rintracciano nei saggi di Berizzi ed hanno a che fare con la fitta, solida, vitale rete di relazioni personali che tiene avvinte l’una all’altra la destra radicale con quella istituzionale.
Un sistema di relazioni fondato su una ‘idea’ comune che pur essendo essenzialmente anti democratica ed illiberale è riuscita a camuffarsi efficacemente, apparendo infine compatibile col sistema repubblicano, certamente in grado di interpretare un sentire diffuso e per tanto vincente sul piano elettorale.
Un sistema di relazioni resistente tanto alle altalenanti fortune delle singole organizzazioni (la traiettoria di Forza Nuova è oggi decisamente calante) quanto dei suoi stessi leader, anche perché da sempre funzionale alla conservazione del potere da parte delle più accanite forze reazionarie, che l’hanno ripetutamente e puntualmente foraggiata, protetta, cooptata.
Il lavoro di Berizzi illumina coraggiosamente ed instancabilmente proprio questi aspetti e probabilmente è questa prospettiva a spiegare i ripetuti attacchi da parte della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa.
