Erano anni che non si vedeva una fiumana di persone così numerosa a manifestare pacificamente per le strade di Bologna. Per gli organizzatori oltre 50 mila. Questo solo nel capoluogo emiliano, poi ci sono le altre 49 città, si parla di un milione e mezzo di manifestanti a cui vanno aggiunti i lavoratori presenti nella maggior parte dei porti a cominciare dagli oltre mille portuali di Ravenna che hanno incrociato le braccia per dire “No alla guerra e No alla partenza delle armi da tutti i porti del Mediterraneo”. La manifestazione di Bologna, organizzata dall’Unione Sindacale di Base (USB), è partita da Piazza Maggiore, vi hanno partecipato: agricoltori, autotrasportatori, collettivi, movimenti per la casa, centri sociali, associazioni varie, ma la differenza si è immediatamente avvertita quando al corteo si sono aggiunti gli studenti medi e universitari che fino a quel momento avevano manifestato di fronte alle scuole e ad alcune facoltà dell’università. Sì, oggi in particolare, i giovani hanno fatto la differenza, vederli mescolati agli scioperanti hanno evocato altri tempi quando la protesta di lavoratori e studenti aveva la forza di mettere in crisi i governi. Interessante anche il fatto dell’assenza dei politici, così è stata dimostrata l’efficacia della protesta che parte dal basso: “Alzare i salari abbassare le armi”. I media parleranno prevalentemente dei disagi creati con l’occupazione della tangenziale di Bologna e della corrispondente autostrada, ma quei giovani che hanno invaso pacificamente le carreggiate, come le foto di Franco Pannacci dimostrano, non hanno sfondato il cordone della Celere che intelligentemente ha fatto un minimo di resistenza poi si è ritirata, anche perché a proteggere il sottopasso che immette nella tangenziale erano solo trenta poliziotti. “L’occupazione l’abbiamo fatta per Gaza in fiamme lo scorso anno, per il carovita, i salari bassi e il riarmo oggi, se serve lo faremo ancora”.
Anche i sindacati di polizia si stanno accorgendo che qualcosa non sta funzionando: “Non vogliamo essere la controparte dei ragazzi”.
In piazza a Bologna ai giovani si sono aggiunte le mamme “anti manganello” degli studenti liceali, contraddistinte dal colore rosso, con lo slogan: “Basta con la violenza contro i nostri figli, faremo da cordone di sicurezza”. Un movimento nato dopo il 24 ottobre a seguito delle violenze delle forze dell’ordine nei confronti di pacifici manifestanti.
A Napoli è avvenuto un fatto importante: i manifestanti hanno offerto alle forze dell’ordine brioche calde, dicendo: “Il problema non siete voi poliziotti”.
Quando si dice che la differenza la fanno i giovani è vero e lo hanno dimostrato non solo oggi nelle piazze ma difendendo la Costituzione in occasione del Referendum sulla Giustizia.




Foto di Franco Pannacci
