Il cibo come valore, Omero come bussola, la Resistenza, l’antifascismo e la democrazia come principi irrinunciabili. Oscar Farinetti e Piercarlo Grimaldi danno vita a un dialogo a due voci che ci restituisce la potenza emotiva ed espressiva delle Langhe, di quel Piemonte che profuma ancora di Fenoglio, oltre che di Barolo e di tartufo, che sa di partigiani e di ideali, di impegno civico e di passione per la collettività.
Omero, del resto, altro non era che un cantore cieco cui dobbiamo i due poemi epici che hanno segnato la nostra storia: radici, tradizioni, sguardo oltre l’orizzonte e proiezione verso il futuro.
La Costituzione, dal canto suo, è la nostra bussola, anche se mai come ora la vediamo messa in discussione.
Arrivare all’analisi del presente e del futuro, quindi, è un attimo, con proposte interessanti da attuare subito e altre su cui vale comunque la pena di riflettere.
Farinetti, in particolare, si dice ottimista: crede nei giovani e nelle loro potenzialità. Se non si perdono e non vengono traditi da un Paese che non investe su di loro, potrebbe aver riposto bene la propria fiducia.
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