Emfa, la grande incompiuta

Il film Naza potremmo non vederlo per il ddl antisemitismo

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“(A Gerusalemme) dopo una prima affollata con cast e troupe, il giorno successivo era prevista una replica. Poco dopo l’inizio del film, l’esercito israeliano è entrato in sala e ha bloccato tutto. Hanno trattenuto il proiezionista, messo un avviso all’ingresso: ‘Palestina 36’ non poteva essere proiettato per violazione di non so quale legge antiterrorismo, col divieto assoluto di proiettarlo in tutto il Paese”.

 Questa scena raccontata dalla regista palestinese Annemarie Jacir al quotidiano “il manifesto” del 15 settembre potrebbe essere replicata anche il Italia alla presentazione del film documentario “Naza” (25 minuti di applausi a Venezia e premio speciale della giuria) con l’approvazione del disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo. Il ddl preoccupa anche Amnesty International che ha organizzato una campagna di mobilitazione in vista dell’approvazione prevista per il 2 ottobre: c’è il rischio che si trasformi in uno strumento di censura e repressione. Promuovere campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni potrebbe far inciampare gli organizzatori nelle sanzioni previste per chi pratica l’antisemitismo contro Israele, così come coloro che pubblicano denunce e rapporti sulle violazioni dei diritti umani da parte dello stato di Israele a Gaza e della discriminazione razziale nei territori occupati. Viene così cancellato il diritto al dissenso, all’informazione, al racconto di quanti hanno conosciuto e incontrato l’orrore.

Anche in Italia con questa legge potrebbe essere tolto ai cittadini il diritto a vedere “Naza”, perseguire i distributori del film, arrestare i proprietari delle sale e gli spettatori.

Non è affatto uno scenario apocalittico usato da instancabili agit-prop contro il governo in carica. In Italia abbiamo già uno strumento normativo (come la legge Mancino) contro i crimini d’odio che potrebbe essere efficace se fosse applicato senza eccezioni ed a giorni alterni.

Evidentemente si teme la forza dirompente di una frase pronunciata da un ufficiale in “Naza” che afferma: “Il mio ruolo è tecnico, non è prevista una posizione morale”.

Ricordate il processo di Norimberga?


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