William Saroyan scrisse un libro memorabile: “Che ve ne sembra dell’America?”. Partendo dalla sua domanda, ci siamo incaricati di rivolgerla a una serie di esperti, primo dei quali è Antonio Di Bella, già direttore del Tg3 e di Rai News 24 ma, soprattutto, per molti anni corrispondente della RAI da New York. Per intenderci, è stato lui a raccontare in diretta l’assalto della base trumpiana a Capitol Hill il 6 gennaio 2021. A cinque anni di distanza da quel nefasto evento, abbiamo ragionato insieme su dove vada un Paese in guerra con se stesso, la cui leadership globale è ormai incerta e sempre meno riconosciuta, il cui prestigio è stato intaccato, forse irrimediabilmente, dalle politiche spregiudicate del magnate newyorkese e il cui tessuto civico è sfibrato, in seguito ad anni di politiche dissennate e anti-sociali. Ora Trump è arrivato a promettere 5.000 dollari a ciascun americano in caso di vittoria alle elezioni di mid-term, il che testimonia quanta paura abbia di perderle e quanto la sua presidenza sia in crisi. E i democratici? Stretti nella morsa fra la svolta a sinistra incarnata dai giovani socialisti come il sindaco di New York Zohran Mamdani e la deputata, anche lei di New York Alexandria Ocasio-Cortez, e l’eterno ritorno del centrismo in salsa clintonian-obamiana, non paiono ancora in grado di offrire un’alternativa a una Nazione che pure ne avverte il bisogno. Vinceranno, al di là dei propri meriti, le elezioni del prossimo 3 novembre, ma sapranno poi far fronte all’ondata trumpiana, determinata, come sostengono alcuni osservatori, tra cui Larry Sabato, a contestare ferocemente l’esito del voto?
Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione.
