Notizie di stampa riferiscono che il 17 agosto, durante un’incursione militare a Qabatiya, nella Cisgiordania occupata, soldati israeliani hanno identificato tramite numeri scritti col pennarello su un braccio e sulla fronte alcune delle decine di persone palestinesi tratte in arresto e in attesa di essere interrogate.
Una di loro, la “numero 44”, è il giornalista Mahmoud Zakarneh, che ha reso noto il grave episodio sottolineando che una cosa del genere non si era mai verificata nelle precedenti occasioni in cui era stato arrestato.
L’esercito israeliano ha emesso un richiamo nei confronti dei soldati autori del gesto.
Lasciamo da parte i richiami storici: le differenze o le analogie col passato non aiutano, servono solo a inquinare il dibattito e a usare la storia come una clava.
Parliamo dell’oggi e diciamo che non si è trattato della prima “marchiatura” nella Cisgiordania occupata: era già successo quest’anno ad aprile a Jenin e nel 2024 a Hebron. Né dobbiamo pensare che sia stata un’iniziativa isolata e provare un senso di rassicurazione per il richiamo da parte dei superiori.
La disumanizzazione delle persone palestinesi non è un’eccezione alla regola né è una storia solo di oggi. Basti pensare alle azioni quotidiane dei coloni israeliani, sostenute e finanziate dal governo israeliano per un coincidente scopo, la pulizia etnica; all’incubo dei posti di blocco e delle altre gratuite vessazioni quotidiane; alle torture inflitte nelle prigioni ai detenuti, il più noto dei quali è il dottor Hussam Aby Safiya, il pediatra dell’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia, nella Striscia di Gaza, nelle mani dei carcerieri israeliani dal 27 dicembre 2024; infine e soprattutto, alle dichiarazioni genocide fatte da esponenti politici israeliani contro la popolazione gazawi.
Questa disumanizzazione coinvolge il governo israeliano e sarebbe bene abbandonare le narrazioni indulgenti, come ad esempio quella che continua a considerare il ministro Ben-Gvir come un “estremista isolato”: il suo partito è entrato nella coalizione di governo guidata da Netanyahu dalla fine del 2022, ha imposto la sua agenda e ne stiamo vedendo le conseguenze.
