La Colosimo sta trasformando la Commissione Antimafia in un “reliquiario”, presto verrà re-introdotta anche l’ordalia: pare che il primo pronto a sottoporvisi sia Andrea Delmastro.
Che la destra meloniana faccia stabilmente parte della “internazionale nera”, reazionaria e nazionalista, è la tragica vicenda di Ceuta a documentarlo in maniera tanto più indiscutibile, ma la verità su radici ed orizzonte di una cultura di potere lontana anni luce dal liberalismo parlamentare e costituzionale sbuca fuori incontenibile anche da piccoli ma significativi particolari.
Così, in perfetta tradizione medioevale, quando il potere ambiva alla propria legittimazione per via divina e la esibizione delle reliquie dei santi diventava inoppugnabile prova della benedizione ultraterrena al punto da scatenare vere e proprie guerre per accaparrarsi ossa, sanguinamenti ed altre incensabili interiora, la Colosimo dopo aver ottenuto da una parte della famiglia Borsellino la disponibilità dei dolenti resti della borsa di Paolo Borsellino, scampati al depistaggio, per non fare torto a nessuno, ha recentemente ottenuto dalla sorella di Giovanni Falcone, Maria, alcuni commoventi cimeli del magistrato assassinato cinquantasette giorni prima dell’amico Poalo. Trattasi di una agenda, di una lettera che il magistrato scrisse al padre del “giudice ragazzino” Rosario Livatino e di una papera (pare lignea) proveniente dalla collezione di Falcone. Il tutto, si apprende, verrà esposto a Palazzo San Macuto, sede della Commissione parlamentare antimafia, accanto alla borsa di Borsellino.
Insomma la legittimazione del potere meloniano, declinato nel contrasto alle mafie, per via, se non proprio divina, almeno super-umana: i grandi eroi nazionali stanno dalla parte del Governo. Le reti radio-televisive già ecumenicamente unificate ne diano pronta notizia (senza temere manco più l’ombra di una battutina salace della Geppi Cucciari, “congedata” da Un giorno da pecora – probabilmente in espiazione del trattamento riservato al vendicativo Sangiuliano), a beneficio dei pullman di pellegrini pronti a mettersi per strada: la solita da secoli, Roma.
Per ironia della sorte, i pellegrini arriveranno in quel palazzo San Macuto nel quale per molto tempo la Chiesa, attraverso il Santo Uffizio, esercitò la censura più dura e mortifera su chiunque col proprio libero pensiero mettesse a repentaglio le “verità” utili alla conservazione del potere.
La matrice reazionaria, illiberale, antiparlamentare dei riferimenti culturali che trasudano dalla pelle delle meloniane doc, nonostante le abbondanti dosi di retorica democratica, si coglie anche dalla citazione, senza citazione, che la Colosimo adopera a corredo del post sui social attraverso il quale garrula, come ai tempi della foto con Luigi Ciavardini, annuncia la rinnovata e trina benedizione (papera + agenda + lettera): “Al diavolo quest’epoca che ci vuole privare del coraggio e degli uomini”. Di chi è questa frase (la Colosimo non lo scrive)? Di Ernst Junger, che pur avendo preso le distanze dalla traduzione pratica del nazismo hitleriano (pare non lo considerasse all’altezza delle sue aspettative), ne è stato un ispiratore, essendo stato un irriducibile avversario della democrazia parlamentare. Il che è precisamente il tratto che lega i principi della “internazionale nera” da Putin a Trump, passando per Netanyahu, che immagino persino non distanti dalla concezione jungeriana della guerra come ordalia: vince chi ha il favore di Dio.
Tuttavia non dimentichi l’onorevole “pellegrina sulla via della verità” (così la Colosimo si è autodefinita intervenendo a Palermo il 19 Luglio, commemorando Paolo Borsellino), che nemmeno il Santo Uffizio, tra le mura lugubri di Palazzo San Macuto, riuscì a piegare definitivamente lo spirito indomito di chi cerca verità oltre a quella agitata dal potere, tra turiboli di fumi profumati e ostentazioni stupefacenti, la verità capace di sgretolare ogni impostura anche quella meglio bardata. Così che pure Galielo Galilei, fiaccato dalla abiura, uscendo infine dalle segrete stanze pare che alzasse gli occhi al cielo e sospirasse: Eppur si muove!
