Come stanno in giornalisti in Campania, come vivono e qual è il clima che li circonda, soprattutto quelli che fanno cronaca, è uno di quei segmenti del racconto dell’estate 2026 che sta passando in sordina. Le ulteriori minacce a Luciana Esposito, la cronista che più di tutti ha raccontato la drastica realtà di Ponticelli (e altre dell’hinterland napoletano) ne sono la dimostrazione plastica. Esposito è sotto scorta per le minacce di morte ricevute dai clan locali e stante questa situazione, una sera due persone, al momento non ancora identificate, sono entrate nel giardino della sua abitazione probabilmente “per fare un sopralluogo” . La giornalista ha pubblicato il video dell’irruzione e la notizia è stata ripresa da diverse testate. Ma non è ancora finita: alcuni giorni fa un esponente del clan egemone locale ha scritto a Luciana Esposito per farle sapere che hanno necessità di dimostrare di essere il sodalizio criminale più forte nella zona in questo momento, quindi per loro è anche meglio “colpire” un bersaglio sotto scorta, così l’azione sarà ancora più eclatante!
Questa storia dice molto su qual è il clima che si registra attorno all’informazione in Campania e non solo, purtroppo. La condizione in cui molti cronisti operano è la conseguenza secondaria ma non meno importante di ciò che dicono tutti gli osservatori indipendenti e ossia che in Italia la libertà di stampa ha fortissime lesioni e limitazioni che impattano sulla democrazia e anche sulla vita dei giornalisti. In più è evidente che aver ritoccato la procedura penale relativa alle indagini per mafia sta portando ad una maggiore forza e arroganza della criminalità organizzata.
