Giornalismo sotto attacco in Italia

Rapporto sulla libertà di stampa: ambiente sempre più ostile per il giornalismo in Europa

0 0

E’ stato pubblicato il nuovo rapporto sulla libertà di stampa in Europa a cura della Piattaforma per la protezione dei giornalisti europei, cui collaborano cinque organizzazioni senza scopo di lucro. E purtroppo, come prevedibile, c’è un lungo capitolo sull’Italia.

Secondo il rapporto annuale delle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la promozione della protezione del giornalismo e della sicurezza dei giornalisti, di cui la Federazione europea dei giornalisti (EFJ) è membro, nel 2025 la libertà di stampa ha continuato a essere sottoposta a continue pressioni, a causa di minacce legali, aggressioni fisiche e intimidazioni, tentativi di sequestro dei media e repressione transnazionale.

Questa situazione è stata mitigata da iniziative in diversi stati e a livello europeo per migliorare la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti, tra cui l’adozione di piani d’azione per proteggere i giornalisti e di leggi in alcuni paesi per affrontare questioni quali cause legali abusive, disinformazione e protezione delle fonti.

Il rapporto, intitolato “On the Tipping Point: Press Freedom 2025“, rileva che la guerra della Russia contro l’Ucraina continua a rappresentare la minaccia più seria per i giornalisti: quattro operatori dei media sono stati uccisi, altri sono rimasti feriti e molti sono ancora detenuti nei territori occupati o sono scomparsi.

In tutta Europa, i giornalisti sono stati spesso aggrediti fisicamente durante le proteste da polizia, esponenti politici e manifestanti. Questo tipo di aggressione è stato segnalato in un quarto degli stati presi in esame dal rapporto, con i livelli più alti registrati in Georgia, Serbia e Turchia.

In diversi paesi, i media di servizio pubblico sono stati oggetto di interferenze politiche, legislazioni restrittive e finanziamenti insufficienti. Le azioni legali abusive, note come Strategic Lawsuits Against Public Participation (SLAPP), hanno continuato a essere ampiamente utilizzate per mettere a tacere i media. A questo proposito, i partner della piattaforma accolgono con favore le iniziative in diversi paesi volte ad attuare sia la direttiva UE sia la raccomandazione del Consiglio d’Europa contro le SLAPP.

Il rapporto esprime inoltre preoccupazione per la sorveglianza digitale dei giornalisti tramite spyware, la repressione transnazionale dei giornalisti, la legislazione sugli “agenti stranieri” adottata o pianificata in diversi paesi e le precarie condizioni di lavoro degli operatori dei media in molti paesi.

Nel 2025, i partner della piattaforma hanno pubblicato 344 segnalazioni di gravi minacce alla libertà di stampa, con un aumento significativo (+29%) rispetto al 2024, quando ne erano state registrate 266. I Paesi con il maggior numero di segnalazioni sono stati Russia (50), Turchia (49), Georgia (35), Serbia (35) e Ucraina (27), per lo più relative a territori occupati dalla Russia o attribuite alle forze russe.

La categoria di segnalazioni più frequente (90) riguardava attacchi alla sicurezza fisica e all’integrità dei giornalisti, tra cui l’uccisione di quattro operatori dei media da parte di droni russi, dei giornalisti ucraini Olena Hramova, Yevhen Karmazin e Tetyana Kulyk e del fotoreporter francese Antoni Lallican, nonché la morte del giornalista freelance turco Hakan Tosun, a seguito di una brutale aggressione. Al 31 dicembre 2025, 51 omicidi di giornalisti risultavano irrisolti sulla piattaforma.

Il rapporto mette in guardia contro l’uso sistematico della privazione della libertà come strumento di controllo dei media. Al 31 dicembre 2025, 148 giornalisti erano detenuti in tutta Europa, di cui 36 in Azerbaigian, 32 in Russia, 27 in Bielorussia, 26 detenuti dalla Russia nei territori occupati dell’Ucraina, 24 in Turchia, due in Armenia e uno in Georgia.

I partner della piattaforma esortano il Consiglio d’Europa, la Commissione Europea e i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa a far rispettare gli standard sulla libertà di stampa. Raccomandano, in via prioritaria, di rafforzare la sicurezza dei giornalisti, di attuare pienamente gli standard anti-SLAPP, di salvaguardare l’indipendenza dei media di servizio pubblico e di aumentare la protezione delle giornaliste, tra le altre misure.

I partner sottolineano che il Nuovo Patto Democratico per l’Europa del Consiglio d’Europa dovrebbe porre la libertà dei media, il pluralismo dei media e la sicurezza dei giornalisti al centro della resilienza democratica, includere misure di salvaguardia contro la disinformazione e la cattura dei media, nonché una tabella di marcia per integrare gli obiettivi di sicurezza dei giornalisti nelle attività pertinenti del Consiglio d’Europa.

Pur rammaricandosi del fatto che nel 2025 meno di un terzo delle segnalazioni abbia ricevuto una risposta da parte del governo, i partner invitano gli Stati ad aumentare la loro cooperazione con la Piattaforma.

Il rapporto annuale della Piattaforma riguarda i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, nonché la Russia, dopo la sua espulsione dal Consiglio d’Europa nel 2022, e la Bielorussia.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.