Erano partiti sbandierando sondaggi con venti punti di vantaggio, poi dieci, poi quattro, ora Youtrend segna un punto di vantaggio per il No al referendum sulla divisione delle carriere dei magistrati.
Naturalmente ogni sondaggio va preso con le molle, perché oltre il 50% non risponde e forse non andrà a votare.
Si tratta, ricordiamolo, di una consultazione senza quorum.
In ogni caso la curva, in ascesa per il No, indica una tendenza da non sottovalutare. Da quando la campagna per il No ha preso quota, i numeri sono cambiati, nonostante oscuramenti, censure, il sostegno compatto del Polo-Raiset alle ragioni del Sì. A testimoniare questo andamento anche il nervosismo della destra che non risparmia insulti, minacce, scenari da incubo.
Modi e toni sono mutuati da quelli di Trump che sta, addirittura, cercando ogni preteso per allontanare le elezioni di metà mandato.
Questo richiede una grande attenzione da parte delle autorità di garanzia e del comitato per il No per parare i colpi: evocazione del terrorismo, anarchici che spunteranno come funghi, infiltrati nei cortei, provocazioni politiche e mediatiche.
Mai come questa volta, oltre alla mobilitazione dei comitati, delle associazioni civiche, delle forze politiche e sindacali, servirà l’azione di ciascuno di noi. Dovremo trasformarci in una sorta di emittente umana vigile e capace di trasmettere “24 ore su 24”.
Insieme possiamo farcela.
