Ventuno storie di resistenza e dignità, rinuncia e fuga: ventuno donne afghane, il cui coraggio e la cui determinazione ricordano le nostre ventuno Madri costituenti. E ci sollecitano a essere sentinelle dei fragili diritti di cui godiamo. Madri costituenti e donne afghane: quale il punto di contatto tra donne tanto lontane tra di loro nello spazio e nel tempo?
Lo capiamo leggendo le pagine del nuovo libro di Angela Iantosca, giornalista e scrittrice, che dà voce, attraverso lunghe interviste, a ventuno rifugiate afghane. Donne che, per lo più all’indomani del 15 agosto del 2021, con il ritorno dei talebani a Kabul, sono fuggite dal loro Paese. Sono ventuno storie – come ventuno erano le Madri costituenti italiane – fatte di divieti, rinunce, fughe all’estero. Ma anche – soprattutto – di resistenza e volontà di affermare la propria libertà, con coraggio e determinazione. Da quando in Afghanistan hanno ripreso il potere i talebani, più di quattro anni fa (15 agosto 2021), ancor più di prima le donne sono tornate ad essere oggetto di una vera e propria apartheid di genere: in quanto donne, non hanno il diritto di continuare gli studi, di viaggiare da sole, di sposare chi vogliono, di scegliere quale lavoro svolgere, di portare abiti dai colori vivaci, di mostrare il proprio volto…
Nel suo nuovo libro “Donne. Resistenza. Libertà.”, la giornalista e scrittrice Angela Iantosca racconta le storie di ventuno di loro. Storie fatte di divieti, rinunce, fughe all’estero. Ma anche – soprattutto – di resistenza e volontà di affermare la propria libertà, con coraggio e determinazione.
Il libro nasce dall’incontro dell’Autrice alcuni anni fa con la ONG Nove Caring Humans e con quelle ragazze che in vari modi ad essa sono legate. “Sin dal primo momento – scrive Iantosca -, mi hanno colpito per la forza delle loro parole, per quella vicinanza che ho colto nei loro discorsi alla determinazione delle Madri costituenti. Un libro che coltivavo da tempo dentro di me e che ha preso forma in modo chiaro quando nel 2024 ho condiviso un incontro con una di loro: mentre ascoltavo le parole di quella giovane giunta da poco in Italia, mentre ascoltavo la sua storia e la sua richiesta di gentilezza, mentre sentivo la forza delle sue frasi, la portata del suo vissuto mi sembrava di riascoltare quelle donne che 80 anni fa per prime entrarono in Parlamento”.
Sì perché in quelle donne, Angela Iantosca ha ritrovato lo stesso coraggio e la stessa determinazione che, pur in un contesto diverso, hanno contraddistinto l’azione di altre ventuno donne, le Madri costituenti della nostra Repubblica, motivo per cui ad ognuna di loro è associata una Madre costituente, una battaglia, un articolo della Costituzione. Come scrive Flavia Mariani, di Nove Caring Humans, nella postfazione, “le rifugiate afghane portano avanti quella stessa eredità di dignità e di resistenza, scrivendo con le proprie scelte quotidiane una nuova pagina di libertà”.
Prosegue l’Autrice: “Ventuno donne che hanno in sé la forza delle donne di sempre, anche delle ventuno di cui troviamo tracce e passaggi nella Costituzione italiana. Ventuno donne che ci inchiodano alle nostre responsabilità, alla necessità di scegliere da che parte stare, di non sottrarsi, di portare avanti insieme battaglie condivise e di essere ogni giorno una di loro, come loro: la Ventiduesima”.
E, ancora: “Un libro che ho sentito come doveroso perché è necessario tenere accesa una luce sull’Afghanistan (come su tutte quelle realtà che percepiamo come di confine e lontane), su ciò che è accaduto e continua ad accadere. Perché le loro storie ci riguardano molto di più di quanto possiamo immaginare, perché non accada più ciò che continua ad accadere, perché ogni giorno dobbiamo ricordarci di essere sentinelle di quei diritti fragili di cui godiamo”.
Parte dei ricavati derivanti dai diritti d’autore per la vendita di questo libro sarà devoluta all’associazione Nove – Caring Humans (www.novecaringhumans.org).
Note sull’autrice
Angela Iantosca, laureata in Storia romana, è giornalista e scrittrice. Autrice di saggi d’inchiesta sul mondo della ’ndrangheta, della droga e della difesa dei diritti umani, con Paoline ha pubblicato: In trincea per amore. Storie di famiglie nell’inferno delle droghe (2020); La scimmia sulla culla. Bambini in crisi di astinenza (2021); Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione (20255, con R. Cappelletto); Con loro, come loro. Storie di donne e bambini in fuga (20255, con G. Giudetti), che ha ottenuto il Premio Nadia Toffa 2024. Vincitrice del Premio Nazionale Paolo Borsellino (2022), è ambasciatrice di Telefono Rosa Frosinone, con il quale partecipa a progetti di prevenzione ai comportamenti violenti. Dal 2018 collabora al progetto di prevenzione alle dipendenze WeFree, della comunità di San Patrignano. Nel 2023 ha debuttato con il suo primo monologo teatrale La Ventiduesima Donna; dal 2025 porta in scena Disarmare. Voce del Verbo Amare.

(Nella foto Angela Iantosca)
