Un altro 27 Gennaio.
Non è la giornata della memoria dello sterminio degli ebrei pianificato dai nazisti con la complicità dei fascisti.
É la giornata della memoria della fine di quello sterminio!
Il 27 Gennaio 1945 è il giorno della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa.
Oggi noi dovremmo non soltanto custodire l’orrore provocato dal nazionalismo razzista di cento anni fa, ma festeggiare le liberazioni di oggi nel giorno in cui si celebra la liberazione di ieri.
Possiamo?
Che fine ha fatto quel MAI PIÙ che sembrava essere finalmente diventato caratteristica irrinunciabile degli europei dopo 500 anni di colonizzazione violenta del mondo degli altri?
È negato e disprezzato da molti figli potenti di quella Europa: dai capitalisti che guadagnano con la guerra, da quelli che per guadagnare di più fomentano l’accaparramento violento delle risorse scarse, dai loro alleati servili che occupano le Istituzioni democratiche, abusandone e pervertendo forse in modo irrimediabile il senso stesso della democrazia. Servi di questa ferocia imperialista, figli di quella Europa, sono Trump, Putin, Netanyahu ed i loro piccoli emuli, rassegnati al ritorno del vecchio ordine, quelli che stanno nell’osceno ‘Board of peace’, quelli che ci entrerebbero se non ci fosse l’ingombrante orpello dell’art. 11 della Costituzione, quelli che vorrebbero portare alla Camera dei Deputati i fascisti del terzo millennio a fare propaganda alla REMIGRAZIONE di massa, quelli che si girano dall’altra parte scommettendo ancora una volta sull’apparenza parassitaria al club dei più forti.
Tutti costoro oggi dovrebbero vergognarsi e se non altro tacere. Invece molti di questi blatereranno e si pavoneggeranno nella retorica della memoria, facendo finta di non accorgersi di assomigliare molto più ai carnefici che alle vittime dei campi di concentramento.
Ma come disse quel giovane norvegese scampato alla furia assassina del nazista Breivik che massacrò 69 tra ragazzi e ragazze della gioventù laburista ad UTØYA il 22 Luglio del 2011: noi non risponderemo all’odio con l’odio e noi vinceremo!
(Immagine di Mauro Biani)
