Dall’interno della Rai è partita l’offensiva contro le ultime inchieste e contro Bellavia, esperto di letture dei bilanci, di truffe, di corruzione, di intrecci proibiti tra alcuni partiti e la corruzione; ogni cavillo è buono per tentare di destabilizzare una redazione che ha deciso di non piegarsi.
Da ultimo un sindacato di destra ha persino contestato a Sigfrido Ranucci il diritto da privato cittadino di criticare la controriforma della giustizia, l’assalto alla divisione dei poteri, l’aggressione alla Costituzione
Questo mentre Telemeloni e Mediaset sono già schierate per il Sì e utilizzano la cronaca, da Garlasco alla casa nel bosco a sostegno delle posizioni della presidente Meloni e del governo.
Noi non ci stiamo, denunceremo alle autorità competenti questo schema di aggressioni.
Ricordiamo infine ai troppi silenti, smemorati o complici che in questi giorni è stata oscurata da Telemeloni la campagna raccolta firme sul referendum oppositivo alla controriforma della giustizia.
Le autorità di garanzia di garanzia hanno nulla da dire?
Tra i compiti delle istituzioni dei giornalisti non vi sarebbe anche la completezza della informazione, il diritto alla replica?
Sarà il caso che ciascuno di noi batta un colpo, perché qui è in gioco la libertà di informazione e la Costituzione.
