A Gaza i neonati muoiono assiderati. In Ucraina muoiono sotto i bombardamenti. Che in altre aree del mondo sono definiti come “Raid”. Così pesano di meno. I telegiornali occupano la prima metà dei loro notiziari con guerre e omicidi, ed anche con le conseguenze giudiziarie di questi ultimi. Un clima perenne di morte e dolore, che non vuole portare a nulla di onesto e concreto. Una costante destabilizzazione della tranquillità dei telespettatori. Assuefatti al crimine, in ogni senso.
La pressione psicologica fa il paio con la paganizzazione del Santo Natale. Lo spreco di luci, cibo ed energia allontana sempre più i cristiani dal messaggio principale del Natale: una speranza di Pace e tolleranza. “Pace in terra agli uomini di buona volontà”, l’angelo invoca invano. Nessuna volontà di Pace pervade chi comanda nel mondo. Siamo tornati indietro di cento anni, con le guerre di trincea e la volontà fascista di sopprimere gli altri popoli per arrivare al dominio.
Speciale menzione merita ovviamente la presidenza Trump, che ha in programma invasioni ed annessioni. Preannunciate dal velenoso giudizio del confronto Russia-Ucraina: “La Russia è molto più grande dell’Ucraina”. Perché anche gli Usa sono più grandi di Venezuela, Canada e Groenlandia. Un dispregio del Diritto internazionale e dell’Onu. Un tetro Natale di guerra.
