A Roma, un ragazzo originario del Congo salva l’insegnante dalle coltellate di un compagno italiano. Cosa sarebbe successo se i ruoli dei due studenti fossero stati invertiti? Staremmo in mezzo a una tempesta di richieste di remigrazione immediata per l’ ”accoltellatore nero”, con tanto di xenofobi e generali con la giugulare gonfia a urlare per pretendere rastrellamenti stile Ice di ‘’questi’’, che portano la morte.
E invece pochi sottolineano che quel giovane congolese, con il suo gesto di altruismo, ha dimostrato di essersi perfettamente integrato in un Paese, che menziona la solidarietà nella propria Costituzione. Non dico che meriti un premio – il soccorso è un dovere – ma almeno un ringraziamento istituzionale per aver contribuito a far capire – anche ai più restii – che la ‘’razza’’ non distingue i buoni (italiani) dai cattivi (immigrati).
