L’ossessione della Meloni e del suo governo di sottrarsi a qualunque tipo di controllo non si è placata dopo la pesante sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura. Senza far chiasso, attenta ad evitare qualunque clamore, ora sta rivolgendo un pesante attacco all’autonomia della Magistratura Contabile, quella che, per capirci bene, vigila con rigore sulla spesa pubblica. In altre parole su come le amministrazioni gestiscono le risorse provenienti dal mare di tasse che paghiamo noi tutti cittadini onesti, non evasori.
Nella distrazione generale, anche delle parti politiche che dovrebbero badare a tutelare meglio i diritti dei cittadini, è stata varata una riforma che va avanti e che sta stravolgendo non solo l’organizzazione del lavoro della Corte dei Conti ma anche il modo in cui dovrebbe intervenire per sanzionare chi ha colpe.
Uno squarcio sull’ennesimo attentato alla Costituzione è stato finalmente aperto grazie ad un convegno organizzato a Cagliari il 15 settembre, e seguito con grande interesse da un centinaio di persone. Iniziativa importante che ha ricevuto il sostegno innanzi tutto del presidente del Consiglio Regionale, Piero Comandini, ma anche dell’associazione nazionale magistrati (ANM) rappresentata dal dottor Andrea Vacca e dell’Associazione Nazionale Magistrati Corte dei Conti, intervenuta con il rappresentante Donato Centrone.
La situazione, preoccupante, pasticciata, autoritaria, determinata dalla riforma, è stata quindi illustrata nel dettaglio dal vertice della Corte dei Conti di Cagliari. La presidente della Sezione Giurisdizionale, Donata Cabras, ha fatto subito comprendere un privilegio concesso a chi, per colpa grave, commette un danno erariale. Al giudice viene imposto l’obbligo di ridurre al 30% dell’ammontare, o al doppio dello stipendio annuale dell’amministratore giudicato colpevole, l’entità del rimborso. Tutto il resto andrà a carico della collettività, vale a dire di quegli stessi cittadini che correttamente pagano le tasse. Quale sarà l’esito di tutto questo, ha concluso la dottoressa Cabras? Che si determinerà un danno per il finanziamento dei servizi essenziali del cittadino, oltre alla pesante riduzione dell’effetto deterrente delle sanzioni.
Il presidente della Sezione Controllo, dottor Antonio Contu, ha quindi sottolineato come vengono ampliati a dismisura i controlli preventivi sugli atti degli enti locali in termini di numeri, tipologia e valore economico. Inoltre, per quanto riguarda i pareri, il visto della sezione avrà come effetto l’automatica non perseguibilità degli amministratori per i danni causati dagli atti sottoposti a parere. Con il risultato di un’effettiva deresponsabilizzazione dei pubblici amministratori.
La procuratrice regionale, Valeria Motzo ha poi informato sugli effetti che avrà lo schema del decreto legislativo del 4 agosto scorso (in piena estate, tutti al mare!) che prevede la gerarchizzazione delle procure regionali, attraverso l’accesso in tempo reale ai fascicoli, l’avocazione o la co-gestione o la co-firma in taluni casi. Misura, ha concluso la dottoressa Motzo, che intacca l’indipendenza e l’autonomia del singolo procuratore e quindi appare di dubbia costituzionalità.
Nella tavola rotonda che ha fatto seguito alle relazioni introduttive, il professor Gianmario Demuro, costituzionalista, ha sottolineato come il rischio che si crea con la commistione tra pubblica amministrazione e chi esercita il controllo, fa sì che questo stesso ne esca indebolito portando con sé la conseguenza che venga intaccata la credibilità della stessa amministrazione.
L’avvocato Fabio Pili, cassazionista, ha fatto un parallelo con la decisione di cancellare l’abuso d’ufficio a dimostrazione della ferrea volontà del legislatore di porre paletti all’interpretazione giudiziale. E la riforma, ha concluso, va proprio in questa direzione.
Il dottor Gilberto Ganassi, sostituto procuratore presso il tribunale di Cagliari, si è quindi soffermato sui tanti parallelismi che esistono tra questa riforma e l’intento del governo di modificare le prerogative dei magistrati, intenzione bocciata sonoramente dal referendum della scorsa primavera.
Infine la dottoressa Claudia Desogus, sostituto procuratore generale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, determinatissima organizzatrice dell’iniziativa, ha parlato dei problemi che la riforma pone nei confronti dell’Unione Europea. In particolare, i minori risarcimenti derivanti dagli esimenti o dalle nuove forme di risarcimento creano problemi ai conti pubblici e a mantenere l’equilibrio dei bilanci. Il tetto del 30% al risarcimento determina un danno alle finanze europee. Non solo. Così si smantella un sistema, quello italiano che, insieme con pochi altri, affianca al controllo una giurisdizione specializzata in materia contabile, rinunciando a un primato internazionale e a un sistema seguito con molto interesse all’estero.
Gli interventi dal pubblico hanno chiuso una giornata fondamentale per far luce sull’ennesimo colpo di mano di un governo che su una materia così complessa non sente la necessità, il dovere di consultare il Parlamento. L’iniziativa di Cagliari deve avere sviluppi per diffondere la conoscenza di un provvedimento che rischia di danneggiare gravemente la collettività.
La porta che è stata spalancata sul palazzo della Corte dei Conti di Cagliari dovrà essere aperta dappertutto per sconfiggere l’ennesimo tentativo di consentire a chi gestisce il potere di sottrarsi ai controlli, di non pagare dazio o di ottenere saldi promozionali. E inoltre bisognerà ampliare il più possibile l’informazione perché ancora una vota c’è in gioco una fetta di democrazia.
