Il ministro Giuli vorrebbe chiudere il padiglione russo alla biennale di Venezia, in omaggio alle sanzioni. Il presidente Buttafuoco gli ha ricordato che la Biennale, per statuto, è un ente autonomo e che sanzionare pittori, scultori, libri, musica, cinema non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione.
Facciamo pure finta che sia giusto sanzionare la Russia e chiudere quel padiglione, ne conseguirebbe l’obbligo di essere coerenti.
Che si fa con i padiglioni degli Stati che hanno sostenuto il genocidio a Gaza?
Che si fa con gli Stati, sempre Stati Uniti e Gaza, i cui presidenti sono stati deferiti alla Corte penale Internazionale ?
Il padiglione ungherese resterà aperto?
E che dire di quello cinese?
A questo punto non sarà meglio chiudere direttamente la prossima rassegna della Biennale?
