Dopo tre anni di genocidio a Gaza – la parola usata dall’ONU ma ferocemente negata dagli israeliani – dopo un a guerra assurda scatenata per volere di Israele anche dagli Stati Uniti contro l’Iran, dopo la violenza, le torture, la pena di morte praticate nello stato di Israele contro i palestinesi, dopo l’ennesima invasione illegale nel Libano, dopo l’affermazione che Gencis Khan è stato più importante di Gesù, siamo arrivati alla persecuzione dei cristiani in terRa di Israele.
Nethanyau è un criminale dichiarato dagli organismi mondiali preposti a questo, condannato dall’alta corte di giustizia, sotto processo in patria e per questo impegnato in guerre senza limiti e senza confini, e i paesi europei ancora sono titubanti, incerti e complici, dal mometo che forniscono le armi a Israele.
Capisco che tutto questo è urticante, ma qualcuno deve dirlo e ci sono migliaia di giovani anche in Italia che lo urlano senza paura, come quelli che mesi sfilano nelle nostre piazze e che tre giorni fa hanno dato vita ad una manifestazione meravigliosa contro tutte le autocrazie sparse in questo ormai bruttissimo mondo.
“Per la prima volta da secoli” la polizia israeliana ha impedito la celebrazione della messa della domenica delle palme e il cardinale Pizzaballa è stato bloccato dagli agenti insieme a padre Francesco Ielpo, custode ufficiale del Santo Sepolcro, mentre erano diretti verso la Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. “ Questo è il comunicato del patriarcato e della custodia ufficiale del Santo Sepolcro. Ielpo, a capo della speciale provincia francescana istituita più di ottocento anni fa, è anche Custode del luogo dove, secondo la tradizione cristiana, Gesù è stato sepolto ed è risorto.
La gravità di questo comportamento non può essere giustificata e infatti il comunicato del patriarcato è durissimo: “Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un’estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo. Il Patriarcato Latino di Gerusalemme – conclude il comunicato – e la Custodia di Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano sia stata in tal modo impedita».
E per la prima volta reagiscono anche la presidente del consiglio e il ministro degli esteri, che esprimono vicinanza ai cardinali che non hanno potuto celebrare la messa delle palme e chiedono spiegazioni all’ambasciatore israeliano.
Ma se fosse successo altrove non si sarebbe richiamato l’ambasciatore in Italia? E non è forse questa un’offesa enorme non solo ai credenti ma anche ai non credenti? Qualcosa di inimmaginabile fino ad ora, che travolge l’asservimento che il governo Meloni ha avuto fino ad oggi nei confronti di quella che si continua incredibilmente a chiamare la sola democrazia del Medio Oriente. Dobbiamo avere il coraggio di dire, insieme alle nuove generazioni, che la democrazia di Israele non esiste più, che il paese è governato da criminali, oltranzisti,pericolosi per il mondo intero e da un servizio segreto, il Mossad, che anche attraverso segreti inconfessabili, come gli Epstein files, ricatta molti governi e porta la guerra oltre ogni immaginabile confine. Dunque il sionismo comanda su gran parte del mondo e non si ha il coraggio di dirlo e di intervenire.
