rturo Scotto, deputato della sinistra PD, ci regala un’intervista davvero significativa, nella quale, partendo dal suo libro (“Flotill. In viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”), ci conduce per mano su un sentiero di speranza. Ricordando i giorni tragici e bellissimi della sua avventura a bordo della Karma, quando decise di imbarcarsi con l’equipaggio che avrebbe voluto rompere l’assedio di Gaza e invece è stato intercettato e fermato a poche miglia dal traguardo da un esercito israeliano sempre più scatenato e disumano, racconta quella missione con orgoglio. Quell’avventura umanitaria, infatti, non ha rappresentato una sconfitta, tutt’altro, perché ha restituito alla sinistra mondiale, non solo italiana, una prospettiva, una speranza e un futuro, oltre che una ragione per stare insieme e lottare contro l’ingiustizia globale. Ci torna in mente, ad esempio, il moto spontaneo di popolo per le strade delle nostre città al momento dell’abbordaggio, il milione e mezzo di cittadine e cittadini che lo scorso 4 ottobre hanno sfilato per le vie di Roma e la sensazione collettiva, a un quarto di secolo dai fatti di Genova, di essere di nuovo al centro di un impegno collettivo per i diritti e la dignità umana. Da qui Scotto trae spunto per affrontare le sfide contemporanee, a cominciare dal referendum su cui saremo chiamati a votare domenica e lunedì prossimo, con la speranza concreta che vinca il NO e poi si possa lavorare insieme alla costruzione dell’alternativa a una destra che ha tra i suoi riferimenti Trump, Netanyahu, Orbán e altri soggetti che stanno mettendo a repentaglio l’esistenza stessa del pianeta. Possiamo farcela, ci dice Scotto, e siamo convinti che abbia ragione.
