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Quando l’ambiente è politica: Feminism9 e le ecologie del presente

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Nel cuore di un’epoca segnata da crisi intrecciate – ambientali, geopolitiche, sociali – la parola “ambiente” ha smesso da tempo di indicare soltanto la tutela della natura. È diventata un campo di battaglia politico, un luogo di conflitto tra modelli di sviluppo, visioni del mondo, gerarchie di valore tra vite considerate degne di essere protette e altre ritenute sacrificabili. Guerre, cambiamento climatico, sfruttamento delle risorse, migrazioni forzate e precarizzazione delle esistenze non sono fenomeni separati, ma facce di un unico sistema globale fondato su disuguaglianze strutturali, violenza e logiche estrattive.

È dentro questo scenario che il pensiero femminista – da sempre attento alle relazioni, alla cura, alla materialità dei corpi e dei territori – si propone come strumento critico capace di leggere la complessità del presente e di immaginare alternative. Non come discorso settoriale, ma come prospettiva politica generale, capace di mettere in discussione le fondamenta stesse dell’ordine economico, sociale e simbolico dominante. Da questa consapevolezza nasce Feminism9, la nona edizione della Fiera nazionale dell’editoria delle donne, che prende il via a Roma il 27 febbraio prossimo.

La data di annuncio non è neutra: coincide con la giornata in cui la comunità internazionale richiama l’attenzione sull’impiego dei bambini e delle bambine nei conflitti armati. Un richiamo che rende evidente come la violenza bellica, così come quella ambientale, colpisca in modo sproporzionato i soggetti più vulnerabili e come le crisi globali abbiano sempre un impatto differenziale su corpi, generazioni e territori.

Il tema scelto per questa edizione è l’Ambiente, declinato nelle sue dimensioni materiali e simboliche, di realtà e di narrazione, di umano e non umano, di emergenza e di progetto. Il titolo, “Creature di un unico Mondo. Ecologie, Libri, Voci”, enuncia con chiarezza una presa di posizione: riconoscere l’interdipendenza come condizione ontologica e politica del vivere contemporaneo. In un tempo segnato dalla moltiplicazione dei conflitti armati, dall’estrattivismo ambientale e dalla precarizzazione delle vite, Feminism9 propone una riflessione femminista sulle ecologie intese come intreccio indissolubile di relazioni tra esseri umani e non umani, linguaggi, memorie, economie e forme di potere.

Mai come in quest’ultimo periodo stanno emergendo nuove consapevolezze: l’emergenza climatica funge da detonatore di crisi sociali e migrazioni; le guerre producono massacri e devastazioni ambientali che compromettono i territori per generazioni; la conflittualità tra nazioni ostacola la ricerca scientifica e impedisce l’adozione di provvedimenti efficaci. Al tempo stesso, soprattutto tra le nuove generazioni, si afferma con forza l’idea che non esistano esterni al problema: siamo tutti e tutte coinvolti, parte in causa, responsabili.

La fiera conferma il format che negli anni l’ha resa un punto di riferimento nel panorama culturale italiano. Dialoghi, focus tematici, dediche e presentazioni costruiscono un programma ampio e plurale, con una giornata conclusiva dedicata al mondo della scuola, a sottolineare il ruolo centrale dell’educazione nella costruzione di nuovi immaginari ecologici e politici.

Feminism9 si configura ancora una volta come spazio di convergenza politica e culturale, in cui l’editoria femminista e indipendente agisce come dispositivo critico e trasformativo. Case editrici, collettivi, autrici, traduttrici, studiose e attiviste attraversano temi cruciali e interrogano le narrazioni dominanti per produrre visioni alternative. I libri diventano luoghi di attraversamento e di alleanza; le voci – plurali, situate, spesso marginalizzate – strumenti di resistenza simbolica e materiale contro le logiche patriarcali, coloniali ed estrattive che alimentano violenza, guerra e devastazione dei territori.

È a partire da questa visione che Feminism9 ha scelto di affidare il ruolo di madrine a due figure capaci di intrecciare mondi e saperi differenti: Laura Pugno, scrittrice e poeta, la cui ricerca esplora le soglie tra umano e non umano, ecologia e post-umano; ed Elena Gagliasso, filosofa della scienza, impegnata nell’analisi critica dei saperi scientifici e nella riflessione sull’etica della complessità. Lo Spazio Libri sarà curato dal Centro Giovani Zalib, mentre la Casa Internazionale delle Donne si conferma sede della fiera, rinnovando il legame con un luogo simbolo delle lotte femministe e della costruzione di comunità politiche inclusive.

In un contesto in cui la crisi ecologica viene spesso ridotta a questione tecnica o delegata a soluzioni di mercato, Feminism9 rivendica con forza il carattere profondamente politico dell’ambiente. Parlare di ecologie significa interrogare i rapporti di potere, i modelli economici, le gerarchie tra vite e territori; significa mettere in discussione un sistema che continua a produrre guerra, sfruttamento e disuguaglianza in nome del profitto e della crescita illimitata. La fiera afferma che non esiste giustizia ambientale senza giustizia sociale, né futuro sostenibile senza una trasformazione radicale delle relazioni che governano il presente. Riconoscerci come creature di un unico mondo non è un esercizio retorico, ma un atto politico: implica responsabilità, alleanze e la capacità di immaginare – a partire dai libri, dalle pratiche femministe e dai saperi situati – forme di convivenza più giuste, solidali e realmente condivise.


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