Il ministro della Giustizia Carlo Nordio nelle ultime more ha oltremodo rincarato la dose nelle sue invettive contro i magistrati in vista del referendum: li ha accusati di adottare metodi paramafiosi. Per l’Associazione Nazionale Magistrati queste parole offendono “la memoria di chi ha combattuto le mafie”.
“Il ministro Nordio ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi, paragonando l’elezione del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata. – scrive la giunta esecutiva centrale dell’Anm in una nota di replica – Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d’Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata a difesa della collettività”.
“Esprimo composta costernazione per la reiterazione di attacchi eversivi senza precedenti a singoli magistrati e a all’intera magistratura da parte di un ministro della Repubblica. Se il governo non avrà la saggezza di farlo dimettere, ci penseranno fra poco i cittadini, votando NO al referendum del 22 e 23 marzo, a mandare a casa, insieme alla sua cosiddetta riforma, il ministro che chiama mafiosi i propri magistrati”, ha detto poche ore fa Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No.
(Nella foto Carlo Nordio)
