Giornalismo sotto attacco in Italia

È guerra. Gli Epstein files possono aspettare

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L’Ayatollah Ali Khamenei è vivo o è stato assassinato negli attacchi condotti contro la sua residenza a Teheran?

I media iraniani sostengono che terrà un discorso a breve in tv, mentre si ricorrono  confuse le notizie sulla sua sorte. Nel frattempo a Teheran è stata colpita anche una scuola elementare femminile e le bambine morte sinora sono 85.

Da ore è in corso l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran e dobbiamo aspettarci che durerà ancora per molto, forse giorni.  Lo ha lasciato intendere il presidente Trump nel suo discorso la notte scorsa nel quale in pratica ha dichiarato guerra all’Iran senza l’autorizzazione del Congresso e ha parlato di un cambio di regime che si fa fatica al momento a immaginare.

Ha invitato i militari ad arrendersi in cambio dell’immunità e  il popolo iraniano a prendere il mano il proprio destino come unica e grande occasione offerta, ma non è chiaro chi dovrebbe guidare la frammentata opposizione iraniana contro gli  spietati Ayatollah e contro i feroci pasdaran che hanno già chiuso lo Stretto di Hormuz, dal quale passa il 20% del  petrolio mondiale.

Trump ha anche ammesso che  saranno perse vite americane, ma che non c’era altra strada per impedire che l’Iran avesse le armi nucleari. Davvero non c’era altra strada? Erano in corso faticose  trattative  con la mediazione dell’Oman, perchè quindi colpire proprio adesso?

I generale americani, a partire dal generale Dan Caine che a giugno aveva guidato attacco americano contro i siti nucleari iraniani, avevano sconsigliato un attacco all’Iran perché c’è il rischio di una destabilizzazione di tutta la regione mediorientale. Perchè Trump lo ha fatto,pressato dall’ insistenza di Israele?

La reazione iraniana è stata immediata e diretta contro le basi americane nel Golfo Persico. Droni e missili, intercettati in tempo, sono stati diretti contro Qatar,Emirati, Barhein, Kuwait, Giordania.

I detriti hanno colpito anche  un lussuoso hotel della Palma a Dubai, ma pare che i militari Usa stiano tutti bene al riparo nei bunker.

Curioso che l’Arabia Saudita abbia emesso un comunicato di solidarietà ai paesi arabi del Golfo per la rappresaglia iraniana e abbia accusato l’Iran a di avere violato la  sovranità dei paesi fratelli. Ho dovuto leggere la nota due volte.

Non c’era alcun accenno al fatto che  Israele e Usa avessero violato per primi la sovranità dell’Iran. Ma così va il mondo ormai. Non amo il regime degli Ayatollah, ma non amo neanche questa nuova dottrina Trumpiana della pace imposta con la forza e il danaro, senza alcun rispetto del diritto internazionale.

Sto dalla parte delle donne iraniane che sfidano il regime per la loro libertà, ma non credo che il doppio standard occidentale  che sbraita contro l’Iran ma accarezza Netanyahu che  ammazza 70 mila palestinesi e rade al suolo Gaza ci aiuti ad avere un mondo pacifico senza odio.

L’attacco all’Iran, preventivo come è stato definito, è una disgrazia e non credo che spazzerà via l’odio stratificato in decenni di ingiustizie nella regione mediorientale.
Siamo solo all’inizio di questo nuovo scontro che potrebbe portare a una escalation disastrosa.

Gli Epstein files per il momento passano in secondo piano.


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