Giornalismo sotto attacco in Italia

Destra e legge elettorale: un assalto al Palazzo

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Il futuro della democrazia in Italia, per come l’abbiamo conosciuta dalla sua nascita ad oggi, è messa pesantemente a rischio dal lavoro svolto, per un’intera giornata, sul progetto di nuova legge elettorale da alcuni  esponenti di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Ecco i nomi: Giovanni Donzelli e Angelo Rossi di Fratelli d’Italia; Andrea Paganella e Roberto Calderoli della Lega; Alessandro Battilocchio e Stefano Benigni di Forza Italia; Alessandro Colucci per Noi Moderati.

Questi gli autori – alcuni noti, altri Carneade della politica italiana – del progetto di legge, depositato ieri alla Camera, sviluppato su 43 pagine e tre articoli, con il quale il centrodestra ipotizza di instaurare il potere totale dell’esecutivo, senza fastidiosi controlli parlamentari.

Non solo viene ribadito il rifiuto di proporre agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, con i listini bloccati dalle direzioni dei partiti ed eliminando i collegi uninominali, ma viene ipotizzata la concessione di un premio di maggioranza – un altro 15 per cento – alla coalizione che ottenesse almeno il 40% dei consensi. Il premio di maggioranza diverrebbe ancora più alto se i vincitori superassero il 45%. Complessivamente i seggi assegnati ai vincenti non potrebbero superare i 230 alla Camera e i 114  al Senato.

Infine il nome del candidato a premier – questa la richiesta principale di Forza Italia – non verrebbe inserito sulla scheda, ma sarebbe indicato nel programma elettorale della coalizione.

Questo totale ribaltamento della tradizionale Repubblica Parlamentare, che verrebbe espropriata della sua funzione essenziale, viene definita ‘dare stabilità’ al Paese, tanto che al progetto è stato dato il nome di ‘Stabilicum’.

Al di là delle considerazioni che sorgono spontanee sul pesante ‘vulnus’ che da questa nuova legge elettorale verrebbe per il concreto funzionamento della democrazia – sulla sua fondamentale dialettica, sul necessario confronto che verrebbe ucciso sul nascere – nell’immediato è legittimo chiedersi perché questa improvvisa accelerazione avviene nel pieno della campagna referendaria sulla cosiddetta riforma della giustizia. C’entra per caso il fatto che alcuni sondaggi indicano il NO in forte ascesa, con qualche indicazione di un buon sorpasso sul SI’?

Ed ultima, ma non meno grave preoccupazione, deriva dalla considerazione che un  Parlamento così vandalizzato si troverebbe nella condizione di eleggere il nuovo Capo dello Stato.

L’assalto al ‘Palazzo d’Inverno’ romano previsto da questa destra pericolosissima va per tappe, tutte estremamente insidiose. A partire dal controllo della magistratura, con una cosiddetta riforma che va a colpire l’autonomia della magistratura imponendo il controllo politico sul suo operato, fino all’occupazione di fatto delle due sedi parlamentari.

E manca un anno alle prossime elezioni politiche. C’è un progetto, o almeno la coscienza, che è necessario fermarla questa destra o,  almeno, ostacolarla?


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