Giornalismo sotto attacco in Italia

Cosa sta succedendo nell’Iran delle rivolte “sedate”

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La sanguinosa repressione delle manifestazioni di protesta contro il regime degli ayatollah, ha costretto la gente a tornare nelle case, ma è un fuoco che continua a covare sotto le ceneri. Esattamente come il 2018, 2019 e 2022, dove la gente era scesa in strada per protestare e poi si è ritirata per piangere i propri morti.

Oggi, secondo i dati verificati da diverse organizzazioni dei diritti umani, i morti accertati, con tanto di nome e cognome, sono 6845, mentre altri 11280 nomi sono in via di verifica. Tra questi, secondo il sindacato degli insegnati213 erano alunni di scuole elementari, medie e superiori. Quelli che vengono definiti nella letteratura giuridica bambiniSono 213 banchi nelle scuole che sono oggi vuoti. In alcuni casi le madri sono andate a sedersi subanchi dei loro figli uccisi per non lasciarli vuoti. Quanti universitari siano stati uccisi per le strade di 209 centri urbani in tutte le 31 regioni del paese ancora non è stato possibile verificare. Secondo il numero due del Ministro della Santità dello stesso regime, almeno 100 morti durante le proteste erano studenti universitari. 

Oltre 50.000 persone sono state arrestate nei giorni della rivolta. Notizie diffuse da alcuni avvocati sui trattamenti riservate agli arrestati sono seriamente preoccupanti. Parlano non solo di torture fisiche e stupri, ma anche di detenuti uccisi e spacciati per morti durante le manifestazioni. Finora la televisione di Stato ha trasmesso 303 interviste con detenuti dellultime settimane che davanti alle telecamere ripetono le accuse a loro dettate dal regime e si mostrano “pentiti” per aver preso parte “alle manifestazioni orchestrate da potenze straniere e soprattutto dalla Cia e Mossad”. Per non parlare dei feriti da armi di guerra e fucili a pallettoni che superano i 100.000 e molti dei quali hanno perso l’uso degli occhi o danni permanenti, visto che secondo diverse testimonianze alle giovani donne sparavano agli organi genitali.

Malgrado questo triste elenco di morti, feriti e arrestati, diversi rischiano l’impiccagione in quanto accusati di moharebe (inimicizia con Allah) oppure Efsad fil Arz (corruzione sulla terra), la gente in altre forme mostra chiaramente di voler continuare la propria battaglia contro un regime che è disposto a tutto, fino a trascinare il paese in una guerra, pur di allungare la propria esistenza.

Agli iraniani poco o niente importa dei negoziati tra Teheran e Washington sul nucleare. Anzi sperano nel fallimento di questi negoziati, in quanto con un accordo, cosa molto difficile, è la Repubblica Islamica ad uscirne rafforzata potrà continuare ad affamare la popolazione e sentirsi autorizzata a uccidere e soffocare ogni voce di dissenso. Il regime dell’ayatollah Ali Khamenei, il leader supremo della Repubblica Islamica, non sopporta nemmeno le critiche light delle varie anime del riformismo. Molti esponenti del riformismo iraniano sono stati arrestati nell’ultima settimana. 

La gente si pone molte domande anche sulla politica dei paesi europei. Nessun atto politico, se non poche dichiarazioni e qualche post sui social medi, è quello che hanno visto in questo ultimo mese. Il giorno dopo la cerimonia dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici invernali, ho ricevuto non poche chiamate e messaggi dall’Iran, dove mi chiedevano come mai al passaggio della squadra israeliana, tanti fischi e solo applausi per i quattro atleti sorridenti della Repubblica Islamica? Come mai la gente protestava per eventuale presenza degli agenti dell’ICE come scorta per gli atleti americani, ma nemmeno un cartellone contro le Guardie della Rivoluzione (Pasdaran) che sono venuti in Italia per controllare gli atleti della Repubblica Islamica. Eppure il corpo dei Guardiani della Rivoluzione si trovano sull’elenco dei gruppi terroristici dell’Unione Europea? Domande alle quali ho potuto rispondere solo con un silenzio.


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