Prima una notizia bomba che scatena un putiferio di proteste, poi una giustificazione che non spiega perché il chiarimento non sia stato contestuale alla diffusione della notizia bomba.
Alla fine dello scorso mese di novembre la Direzione Generale dell’Ufficio scolastico regionale della Sardegna diffonde una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito nella quale si legge: “Rilevazione alunni e studenti palestinesi a.s. 2025/26”. La ‘rilevazione’ vale sia per le scuole statali, sia per quelle paritarie e durerà per tutto l’anno scolastico in corso. La scheda si chiude dando le indicazioni su come effettuare la ‘rilevazione’. Tutto qui: nessuna motivazione, nessuna spiegazione sul perché di quella che sembra essere a tutti gli effetti una ‘schedatura’. Indignazione, rabbia, paragoni con la tragedia del 1938 e le leggi razziali antiebraiche. La scheda sembra corrispondere ad una ‘voce dal sèn fuggita’.
La prima organizzazione sindacale a prendere ufficialmente posizione è l’USB che con un duro comunicato chiede al Ministero un chiarimento. La risposta che viene data è che la rilevazione servirà a predisporre interventi di integrazione adeguati alla situazione.
L’indignazione in Sardegna, prima del chiarimento su cui resteranno perennemente accese le verifiche, è altissima. La circolare giunge dopo altri provvedimenti governativi che trattano l’isola come una sorta di colonia d’oltremare: un decreto governativo, approvato dai parlamentari di centrodestra, di interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici senza alcun coinvolgimento della Regione e del territorio, l’ampliamento della fabbrica di bombe RWM, contro la netta opposizione delle associazioni ambientaliste, pacifiste non violente, il continuo fallimento degli interventi governativi (ministri Urso e Caldeone) per il polo piombo-zinco di Portovesme e la produzione di alluminio, nella quasi totale desertificazione industriale dell’isola, la totale assenza di disponibilità a ridurre il carico di servitù militari pari al 65 % di tutta Italia.
Una verifica incrociata porta a stabilire che la stessa circolare è stata inviata anche ad altre realtà regionali. Ora, cosa accadrà? Chi si fiderà della tardiva precisazione ministeriale? Chi, invece, cestinerà tutto, temendo che in realtà quella ‘rilevazione’, in realtà non si traduca alla fine in ‘schedatura’?
