La piazza del Campidoglio era stracolma. Persino gli organizzatori sono rimasti sopresi. Il presidio ideato da Amnesty International e da Donna Vita Libertà, si è trasformato in una manifestazione. Le provocazioni della destra si sono rivolte come un boomerang contro i vari Bocchino e Bignami che le avevano lanciate con il solito metodo fascistoide della delegittimazione. C’è un popolo in Italia che si batte per i diritti umani ovunque vengano calpestati. È un popolo che ha coscienza di come la battaglia riguardi ogni essere umano, che viva in Palestina o che viva in Iran.
In piazza siamo scesi anche noi di Articolo 21 perché siamo consapevoli che per fare bene il mestiere di giornalisti non dobbiamo perdere la nostra umanità e la capacità di indignarci quando chi si batte per la libertà viene perseguitato e ucciso. Come avviene in Iran, dove si muore per strada o sulla forca se si manifesta il proprio libero pensiero.
Il popolo iraniano deve essere sostenuto nella sua battaglia per l’autodeterminazione del proprio destino. E vanno respinte con forza la violenza e il terrore con le quali agisce la teocrazia al potere e le mire colonialistiche degli Stati Uniti di Trump che, mentre distruggono lo stato di diritto sul loro suolo, pretendono di assurgere a difensori dei diritti del popolo iraniano. Sappiamo bene che l’unico interesse di Trump è il petrolio iraniano così come lo è stato quello venezuelano.
La piazza di ieri ha mostrato di comprendere la pur confusa situazione interna dell’Iran, dove nella legittima protesta si sono inseriti agenti provocatori del Mossad e della Cia. Da Israele arrivano persino sfacciate conferme. Difficile la conta dei morti. Il regime iraniano isola il suo popolo impedendo l’accesso alla rete e quindi la diffusione di immagini e notizie.
Importante la presenza in piazza dei leader dell’opposizione, Schlein, Conte e Fratoianni, significativa l’assenza dei leader della maggioranza e di quelle forze di mezzo che non hanno deciso ancora da quale parte stare. Eppure, ieri era facile essere dalla parte delle donne e dei giovani iraniani che si battono per la democrazia e per la libertà. Era davvero facile stare dalla parte giusta.
Ma si sa: c’è chi preferisce gettare fango su chi difende i palestinesi e gli iraniani e ogni essere umano perseguitato.
I diritti umani sono. Sempre e per chiunque.
