Giornalismo sotto attacco in Italia

Donna, vita, libertà. Presidio per il popolo iraniano. L’appello

0 0

Da settimane l’Iran è attraversato da una nuova e profonda mobilitazione popolare. Migliaia di lavoratrici e lavoratori, ragazze e ragazzi, studenti e studentesse scendono in piazza contro il carovita, l’inflazione fuori controllo, la svalutazione della moneta, la corruzione sistemica e un sistema politico che da decenni reprime il dissenso e nega diritti civili, sociali e politici fondamentali.

Contrariamente alla narrazione del regime, questa rivolta non è orchestrata dall’esterno. È il risultato diretto di una crisi economica e sociale profonda, delle politiche del capitalismo dominante in Iran e dell’oppressione esercitata quotidianamente sulla popolazione. È una mobilitazione popolare ampia e nonviolenta, in continuità con le ribellioni degli ultimi anni e con il movimento Donna, Vita, Libertà. Il coinvolgimento di settori storicamente considerati vicini al potere, come i bazari e i mercanti, segnala una riduzione sempre più evidente del consenso sociale del regime e il suo crescente isolamento.

Condanniamo con forza la violenza del regime iraniano, che risponde alle proteste con uso illegale della forza, arresti di massa, torture e blackout informativi. La repressione continua a mietere vittime: migliaia di persone risultano uccise o arrestate, mentre il numero reale è difficile da verificare a causa della censura e della chiusura degli spazi di informazione. Colpire chi manifesta pacificamente significa negare ogni possibilità di giustizia, dignità e futuro.

Ribadiamo con chiarezza che la mobilitazione del popolo iraniano non può essere strumentalizzata. Nessun intervento militare o ingerenza esterna – da parte degli Stati Uniti, di Israele o di altre potenze – può portare libertà o democrazia. La storia recente dell’esportazione della democrazia attraverso la guerra, dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Libia alla Siria, dimostra che gli interventi militari non solo non migliorano le condizioni di vita dei popoli, ma producono ulteriore distruzione, instabilità e nuove forme di autoritarismo.

Per questo chiediamo una ripresa reale dell’iniziativa diplomatica, fondata sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela dei diritti umani, e rifiutiamo la logica del riarmo e della militarizzazione. L’Europa deve scegliere la strada della pace, non quella dell’escalation militare: investire in armi e guerre significa sottrarre risorse alla giustizia sociale, ai diritti, alla cooperazione e alla sicurezza delle persone. La pace si costruisce con la diplomazia, il dialogo e la pressione politica internazionale, non con le armi.

Il futuro politico dell’Iran non può essere deciso né da potenze straniere né da nuovi uomini forti o da un ritorno a modelli autoritari del passato. È necessario un processo di autodeterminazione reale, che tenga conto della complessità del Paese, della sua natura multietnica e della pluralità delle forze sociali e politiche che oggi si oppongono alla dittatura. La costruzione di un’alternativa democratica richiede convergenza su una piattaforma condivisa di valori, diritti e giustizia sociale, attraverso strumenti come un referendum o un consiglio di transizione, evitando scorciatoie che rischiano di riprodurre nuove forme di oppressione.

Siamo al fianco di chi in Iran rivendica il diritto di decidere del proprio futuro senza repressione e senza interferenze. La loro voce va ascoltata e sostenuta dalla comunità internazionale attraverso la pressione diplomatica, il rispetto del diritto internazionale e la difesa dei diritti umani.

Accogliendo l’appello di AOIRete Italiana Pace e DisarmoSbilanciamoci e Stop Rearm Italia, a Torino scendiamo in piazza per fermare il massacro, rompere il silenzio e chiedere l’immediata liberazione di tutte e tutti i prigionieri politici.

 

Lunedì 26 gennaio, ore 18.00, Piazza Castello (Torino)

Donna, Vita, Libertà.

Il tempo è adesso.

 

LE REALTÀ PROMOTRICI

Cgil Torino
Acli Torino
Arci Torino
Anpi Torino
Associazione Italia Iran Torino

 

LE REALTÀ ADERENTI [elenco in aggiornamento]

Acmos

A.G.iTe. coordinamento contro le armi atomiche, tutte le guerre e i terrorismi

Amnesty International

Arci Piemonte

Articolo 21

Asc Piemonte

Associazione Italia Iran Torino

AVS – coordinamento Piemonte

Auser Torino

Centro Studi Sereno Regis di Torino

Comitato Per i diritti umani e civili – Regione Piemonte

Coordinamento antifascista Torino

Conferenza Democratiche di Torino

Giovani Democratici Torino Città e Federazione di Torino

Gruppo Abele

Gruppo comunale PD di Torino

Legambiente Piemonte e Valle D’aosta

Libera Piemonte

MIR-MN Piemonte – Movimento Internazionale della Riconciliazione- Movimento Nonviolento

Movimento 5 stelle – Torino

Movimento consumatori Torino

Partito Democratico metropolitano di Torino

Prc Torino (sulla base di un proprio documento)

Sinistra Ecologista

Udu Torino

Ugs Piemonte

Uisp Piemonte

Uisp Torino

Un Ponte Per – Comitato locale di Torino

Volere la Luna


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.