Dal quel triste 11 gennaio di quattro anni fa mi domando cosa sarebbe cambiato se avessimo ancora avuto David Sassoli in campo per la politica europea e per la politica italiana. Poco più di un mese dopo sarebbero partiti i carri armati russi per Kiev, l’anno dopo il 7 ottobre, Hamas, Gaza, e poi lo scorso anno Trump e lo stravolgimento del mondo.
Non è mai una singola persona che può risolvere problemi e tornanti della storia di natura epocale come questi che stiamo vivendo, ma il valore degli esseri umani conta, eccome. David ha dimostrato nei suoi anni da politico di essere di quella pasta giusta che può far svoltare storie che sembrano già scritte.
Le sue parole al Parlamento Europeo erano sempre nette, come il suo modo di fare giornalismo, asciutto e concreto. David voleva da tempo un cambiamento delle regole dell’Unione Europea per rendere possibili le decisioni a maggioranza e snellire ogni tipo di procedura.
Poco prima di andarsene riassunse come in un testamento il senso del suo messaggio. “Sebbene la nostra unità sia giustamente rafforzata dalla nostra diversità vi è una parte non negoziabile del nostro contratto europeo: i nostri valori di democrazia, libertà, Stato di diritto. Questi valori fanno parte del progetto europeo, tutti noi abbiamo scelto di onorarli aderendo all’Unione europea. Il Parlamento europeo sarà molto fermo su questo punto e pronto ad agire per garantirne il rispetto nel quadro delle sue prerogative“.
Gli stessi ideali che devono guidare le forze politiche del nostro paese che si oppongono alla democratura post fascista del governo Meloni. David riusciva spesso a mettere d’accordo tutti, intransigente ma mediatore, sorridente ma fermo sui suoi ideali. Come servirebbe anche per la politica italiana una persona così!
Lo rimpiangiamo molto tutti noi di Articolo 21 che lo avemmo insieme dalla prima ora, quando eravamo poco più di quattro gatti con qualcosa di simile a un sito…fra poco saranno 24 anni dal quel giorno fondativo della nostra comunità. Per chi è curioso di leggere cosa diceva David Sassoli trova i suoi discorsi sull’Europa come baluardo di eguaglianza e democrazia in una raccolta curata da Claudio Sardo e scoprirà che un altro mondo era possibile, e forse potrebbe esserlo anche ora. Ma su questo ormai purtroppo coltivo dei dubbi.
