Giornalismo sotto attacco in Italia

Dagli Usa ci salveranno gli Usa

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“Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e ve l’ho pubblicata oggi in risposta al terrore di stato che sta colpendo la città di Minneapolis. È dedicata al popolo di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Resta libero.”

Sentire questa ballata dalle parole durissime ma con quella melodia profondamente americana, scritta, cantata e suonata da un artista che da sempre è stato dalla parte dei diritti e della libertà, è stato un momento bellissimo. E il modo con cui Bruce Springsteen l’ha presentata al mondo mi ha personalmente trasmesso un senso di speranza.

Springsteen ci ricorda che un’altra America ancora esiste, e in quella noi confidiamo perche’ l’orrore di Trump sia spazzato via dal vento sano della democrazia.

Da bambina giocavo con i cuginetti maschi con i soldatini e i campeggi di quelli che chiamavamo indiani d’America. Facevo sempre vincere gli indiani, ben prima di vedere Soldato blu. In America c’e’ tutto e l’imperialismo ha dominato per decenni, ma i nativi americani erano gli altri.

La mia generazione ha sognato l’America della beat generation raccontata da Fernanda Pivano, cantata da Bob Dylan e Joan Baez, e poi quella del dopo ’68 – che è cominciato nel ’64 a Berkley in California – fatta dai film di Pollak e Kubrick, Robert Redford, Al Pacino, il Cacciatore di Robert De Niro e Meryl Streep, i cortei femministi di Susan Sarandon, la musica dei Doors, di Springsteen, e pure dei Beach boys, e si potrebbe andare avanti e avanti…

Intanto, nella mitica collana “La Medusa” con i suoi libri verdi, leggevamo Steinbeck, Hemingway, Dos Passos, Salinger, andando la domenica pomeriggio a teatro a vedere i capolavori di Tennesse Williams.

Forse era solo uno sprazzo, forse era la forza del cinema, della musica, della letteratura, ma tutto questo c’e’ stato, come le parole di Bob Kennedy sul diritto alla felicita’…so che ci sono stati il Vietnam, il Cile, Grenada, la Somalia, l’Iraq e tanto altro, e gli omicidi di JFK e Martin Luther King, ma per due volte i ragazzi americani, bianchi e neri, sono venuti in Europa a combattere per la liberta’. E un’inchiesta giornalistica ha fatto dimettere un presidente.

Dire che c’è e c’è sempre stata una sola America a me sembra riduttivo, e coltivo la speranza che anche dal tirannico autocrate psicopatico che fa sparare per strada ai cittadini americani innocenti  e vuole cancellare la democrazia ci libereranno proprio gli americani.


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