Giornalismo sotto attacco in Italia

Città della Pieve solidale con il popolo iraniano

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Il nostro presidio è stato invitato ad aderire, insieme ad altre associazioni pievesi come Arci Note, Associazione Donne La Rosa e Arci San Litardo alla manifestazione di solidarietà verso i ragazzi iraniani che si battono per la libertà del loro paese. Abbiamo deciso di aderire com’è nello spirito di Articolo21. Avremo con noi Ahmad Rafat, giornalista e collaboratore di Articolo21, di origini iraniane che ci farà un quadro della situazione in Iran. Il silenzio sicuro non aiuta e noi invece vogliamo nel nostro piccolo non restare in silenzio. Si parlava giorni fa di 12000 morti, mentre alcune ONG fanno trapelare, da quel poco che si riesce a comunicare, che le vittime, giovani soprattutto, sono 20000. Giovani che manifestano contro Il regime guidato dall’Ayatollah Ali Khamenei. Amnesty International ha reiterato la sua richiesta al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, il massimo organo iraniano per la sicurezza interna, a ordinare immediatamente alle forze di sicurezza di porre fine all’uso illegale delle armi da fuoco e a ripristinare subito il pieno accesso a internet. La continua chiusura di internet sta infatti fortemente impedendo alle vittime, ai giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani di svolgere ricerche e interviste approfondite sulle violazioni dei diritti umani, col conseguente rischio che le prove di queste ultime vengano perse. È più che giunto il momento che gli stati e la comunità internazionale perseguano la giustizia internazionale e affrontino un’impunità di sistema che va avanti da decenni e che consente alle autorità iraniane di compiere crimini di diritto internazionale per sradicare il dissenso e di negare di aver commesso crimini contro l’umanità, confermati invece dalla Commissione delle Nazioni Unite di accertamento dei fatti in Iran. Ripetiamo che di fronte a questo massacro non possiamo rimanere in silenzio. Non possiamo non interessarci di tutte le vittime, molte delle quali avevano meno di trent’anni.
E se questi sono davvero i numeri delle Donne, degli Uomini e dei Giovanissimi assassinati, si può soltanto immaginare quanti siamo i feriti e gli scomparsi.
A difendere questo Popolo non c’è nessuna struttura organizzata.
Per questo come componenti di una comunità internazionale
abbiamo deciso di manifestare Sabato 24 gennaio in Piazza Plebiscito alle ore 18.30.
Speriamo di essere in tanti.


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