I documenti sottratti al collaboratore di Report, Giangaetano Bellavia, confermano il clima torbido, aggressivo che si è creato attorno a Report. Le tentato tutte pur di screditare la trasmissione. Tornano in azione manine e manone, spioni, rottami, neo fascisti in servizio permanente. Dopo le bombe sotto casa, le querele bavaglio, i processi in commissione di vigilanza, ora i documenti che spariscono dallo studio di un autorevole consulente specializzato nella individuazione di corrotti e corruttori. Davvero é stata una sua impiegata a mettere il naso nell’archivio, ha fatto tutto da sola, cosa cercava, per conto di chi ha operato? Come mai tornano sul palcoscenico avvocati legati a Forza Nuova e al neofascismo? Siamo ancora in attesa di capire cosa sia accaduto alla autorità per la privacy. Chi è perché voleva il nome del presunto informatore di Report? Che fine hanno fatto le inchieste interne? Chi ha fatto l’irruzione notturna sempre alla ricerca delle fonti della trasmissione? Perché nessuno ha sentito il bisogno di dimettersi? Perché un signore, Tommaso Cerno, contrattualizzato Rai, può insultare Sigfrido Ranucci, la sua redazione e uno dei programmi più apprezzati del servizio pubblico? Noi non ci faremo intimidire da chi ha nel mirino Report e soprattutto vuole chiudere la bocca a chi illumina i delitti irrisolti e soprattutto gli intrecci tra maga, neofascisti, loggia p2 e servizi deviati.
Chi voleva i documenti di Bellavia? Ecco chi ha Report nel mirino
Questo é il tema, il resto é solo un tentativo di deviare l’attenzione di oscurare le responsabilità, di ribaltate il ruolo tra boia e vittime.
