Giornalismo sotto attacco in Italia

Angelucci va all’assalto di Report

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Angelucci a reti unificate va all’assalto di Report per conto della destra che teme la verità sulle stragi di mafia ed annuncia l’intenzione dei “campioni” Maurizio Gasparri e Mauro D’attis di portare la vicenda Bellavia in Commissione Antimafia. Se ciò accadesse, saremmo aldilà del paradosso. Oggi infatti Il Giornale, il Tempo e Libero, tutti riconducibili al parlamentare leghista con il record di assenze che ha provato a comprarsi anche l’AGI (seconda agenzia di stampa italiana), fomentano l’attenzione dell’opinione pubblica sull’affare Bellavia, il consulente di Report e di molte Procure della Repubblica che è parte offesa in un processo nel quale è imputata una sua ex collaboratrice, lasciando intendere senza troppi scrupoli che l’attività del Bellavia sarebbe stata funzionale all’ennesimo mercato illecito di informazioni riservate, utile a tenere in scacco decine di personalità di spicco, segnatamente di destra, offrendo al famigerato Ranucci una miniera di informazioni sensibili con le quali sabotare la vita di ignari e benvoluti cittadini. I megafoni di Angelucci (e del Governo) arrivano appunto ad annunciare l’intenzione del “super-commissario” Gasparri e del vice presidente Dattis di investire niente meno che la Commissione parlamentare antimafia di questa vicenda, facendo con il che intravvedere un accostamento non soltanto simbolico tra la medesima e quell’altra vicenda di dossieraggi “contra destra” ovvero quella che vede imputati l’ex magistrato Laudati e l’ufficiale della GdF Striano, all’epoca della presunta attività criminale in forza alla Procura Nazionale anti mafia ed anti terrorismo, innescata dalla denuncia del Ministro Crosetto infuriato per gli scoop di Domani. Storia, quest’ultima, che ha occupato abbondantemente la Commissione parlamentare anti mafia, eccitando manco a dirlo i soliti campioni della destra, che ci hanno visto l’occasione per mettere in difficoltà l’on. Cafiero De Raho (vicepresidente in quota opposizioni della Commissione Antimafia) colpevole a loro dire, pur senza essere indagato, di non aver fatto abbastanza per impedire il presunto turpe mercato mentre era Procuratore Nazionale anti mafia ed anti terrorismo. Insomma: il grande complotto di toghe&giornali rossi contro la destra e per suo tramite contro la Nazione tutta (con la “n” maiuscola!).

E’ un caso che l’esplodere della vicenda Bellavia e quindi del nuovo furioso attacco contro Report (che ha toccato vette inusitate con le sparate di Luca Barbareschi) arrivi dopo il servizio di Mondani sulle stragi di mafia, che ha riportato in auge la “pista nera” definita “zero tagliato” dal Procuratore di Caltanisetta De Luca, audito il 9 Dicembre dalla Commissione antimafia?

E’ un caso che questo baccano attorno a Bellavia abbia completamente silenziato le gravi perplessità sulla modalità scelta dal Procuratore De Luca in Antimafia di esporre alcuni argomenti evidentemente colpevolisti nei confronti di due ex magistrati della Procura di Palermo cioè Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone, rimanendo “in pubblica” cioè in diretta streaming?

E’ un caso che questo attacco arrivi proprio quando la Commissione anti mafia avrebbe potuto approfondire le ragioni per le quali la Giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, dott.ssa Luparello, respingendo per la seconda volta la richiesta della Procura guidato da De Luca di archiviare le indagini sulla “pista nera” per le stragi del ’92 abbia ordinato invano ulteriori approfondimenti, anche “a sorpresa” e quindi presumibilmente irripetibili, alla Procura medesima? La quale, lungi dall’ottemperare all’ordine della GIP, ha fatto ricorso in Cassazione contro la sua ordinanza per presunta “abnormità” della stessa.

Qui di “abnorme” c’è soltanto il costante tentativo da parte della destra degli “eredi-al-quadrato” (del Duce e di Berlusconi) di ribaltare la prospettiva nella ricerca della verità sulle stragi, arrivando ad attaccare sistematicamente uno dei pochi baluardi di servizio pubblico radio-televisivo che ancora prova ad “increspare” la narrazione dominante, ricordando all’opinione pubblica fatti e circostanze altrimenti totalmente obliterati.

Oltre il paradossale dicevo se si procedesse per questa strada in Antimafia, perché chissà cosa succederebbe in Italia se mai si volesse fare davvero una inchiesta sull’abuso di posizione dominante di chi da un lato ha avuto accesso per anni ad informazioni sensibili occupando i vertici delle Istituzioni repubblicane e dall’altro non ha mai perso il controllo di un immenso impero mass mediatico? Forse un giorno si farà, ma non è oggi quel giorno, perché il nostro presente è ancora quel passato. Che non passa.


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