Lettera aperta a
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida
Presidente Gribaudo della Commissione d'Inchiesta Lavoro.
P.C Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Ieri è morto, dopo due mesi di agonia Antonio Oggianu di 47 anni, il 141° agricoltore schiacciato da un trattore nel 2025.Nel 2024 erano stati 144.
Mentre giustamente si celebra, con grande clamore mediatico, la cucina italiana candidata a patrimonio dell’UNESCO, ci si dimentica di chi quella cucina la rende possibile, lavorando la terra a rischio della vita.
I campi italiani sono ormai impregnati del sangue di chi li lavora.
Il bilancio dell’ultimo biennio è drammatico:
i morti sul lavoro, in tutte le categorie, sono aumentati del 15% rispetto al biennio precedente. E questo se si contano tutti i morti sul lavoro compresi i non assicurati a INAIL e i morti in nero.
A pagare il prezzo più alto oltre all’agricoltura sono l’edilizia e l’autotrasporto, settore nel quale le vittime sono addirittura raddoppiate, a causa di un livello di precariato e sfruttamento mai visto prima.
È stata devastante la scelta politica degli “appalti a cascata”, che scaricano sui lavoratori più deboli e precari tutto il peso dello sfruttamento e dell’insicurezza del subappalto.
Anche quest’anno circa 1.500 famiglie piangono un proprio caro morto lavorando.
Tra loro, centinaia di orfani, condannati a una vita segnata da una tragedia che si poteva e si doveva evitare.
L’anno sta finendo ed è stato orrendo su questo fronte.
A chi governa il Paese chiedo di assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa strage.
La presente comunicazione, come sempre, viene inviata per conoscenza a diverse centinaia di destinatari del mio indirizzario, tra cui organi di stampa, associazioni, sindacati e cittadini, affinché questi dati non restino confinati nel silenzio istituzionale.
NON VI FARÒ DIMENTICARE Da 18 anni, con l’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro uno per uno i nomi, le storie, i volti di chi è uscito di casa per lavorare e non è più tornato. Sono oltre 20.000 morti sul lavoro: uomini e donne che non possono essere ridotti a numeri o statistiche. Per questo sto lavorando alla realizzazione del docufilm “Non vi farò dimenticare”, un racconto civile e umano che dia voce alle vittime, alle famiglie, agli orfani, e che impedisca a questa strage silenziosa di scivolare nell’oblio. Accanto al docufilm, voglio realizzare anche un monumento funebre a forma di Piramide, sul quale saranno impressi i volti di centinaia di lavoratori morti sul lavoro, così come già fatto con il “muro delle farfalle bianche” che tanto ha commosso i bolognesi quando è stato esposto: un luogo della memoria, visibile, concreto, che costringa tutti a guardare in faccia questa tragedia nazionale. Per portare avanti questi progetti chiedo un contributo libero, anche solo simbolico. Non è una raccolta fondi per me, ma per la memoria, la dignità e la giustizia.
Spero davvero che il 2026 sia un anno migliore per chi lavora.
