Antonello Lovato, l’imprenditore di Latina accusato dell’orribile omicidio di Satnam Singh per la prima volta parla in Corte d’Assise a Latina e fornisce una versione dei fatti basata sull’emotività di quel momento ma ammette di non aver chiamato l’ambulanza dopo il grave infortunio avvenuto nella sua azienda il 17 giugno del 2024. In aula, tra gli altri, la giovane moglie di Satnam, Soni Soni che non ha ricevuto alcun risarcimento di quelli annunciati, come specificato dal legale che la rappresenta come parte civile, l’avvocato Giovanni Lauretti.
«Quando è successo io ero a circa 40 metri di distanza, sono corso lì insieme a tutti gli altri e Soni, la moglie, mi ha detto di portarlo a casa perché stavano chiamando i soccorsi. Siamo partiti dalla campagna per andare dove abitavano loro, in circa 15 minuti eravamo lì, sapendo che i soccorsi sarebbero arrivati. Io l’ho preso in braccio e l’ho messo nel furgone per portarlo a casa. Non so chi ha preso il braccio e lo ha messo nella cassetta, erano momenti concitati, non mi ricordo», ha detto Lovato in aula. Il racconto si snoda sotto le domande del pubblico ministero Marina Marra, che chiede più volte perché lui stesso non chiamò il 118 anziché fidarsi del fatto che lo facessero altri. «Io ho preso Satnam e l’ho messo sul pianale del furgone, poi una volta a casa sua ho lasciato il corpo vicino al cancello e sono andato via perché sapevo che stava arrivando l’ambulanza, ho sentito una persona lì che parlava con il 118. Me ne sono andato a casa. Ho pulito il sangue e poi sono andato dal mio avvocato e alla polizia. Erano momenti concitati». Alla richiesta di chiarimenti su chi avesse messo il braccio nella cassetta Lovato ha detto di non saperlo. La Corte ha anche ascoltato la segretaria della Flai Cgil, Laura Khaur, e il segretario della Cgil di Latina e Frosinone, Giuseppe Massafra, che ha illustrato la situazione di sfruttamento dei braccianti in provincia di Latina e quanto sia difficile raggiungerli per illustrare loro i diritti alla sicurezza e a contratti regolari.
