Nel cuore di Spinaceto, quartiere che negli ultimi anni sta ritrovando una fisionomia civica fondata sulla cultura e sull’inclusione, una parte dell’ex scuola Magica Magnolia è la nuova sede dell’archivio nazionale della Fondazione Tina Lagostena Bassi. L’annuncio, formulato dalla Presidente del Municipio Roma IX Eur, Titti Di Salvo, nel corso della tappa locale del percorso di assemblee pubbliche “Il Municipio IX si trasforma”, segna un passaggio simbolico e politico di rara densità: il ritorno dello spazio pubblico alla sua funzione più alta, quella di casa del sapere e dei diritti. «Trasformiamo così un bene pubblico in un presidio di cultura e diritti, restituendolo alla comunità e mettendo al centro la libertà delle donne», ha dichiarato Di Salvo, sottolineando il significato di una scelta che trascende l’amministrazione quotidiana e abbraccia pienamente la dimensione della responsabilità politica. Accogliere l’Archivio dedicato a Tina Lagostena Bassi, figura centrale delle battaglie civili e del diritto delle donne in Italia, significa infatti custodire una memoria che non è museale, ma militante, radicata nel presente e proiettata verso il futuro delle nuove generazioni.
E di certo l’eredità di Tina Lagostena Bassi è preziosa, la sua è una voce che continua a interpellare: avvocata, parlamentare, attivista, è stata una delle coscienze più lucide del femminismo italiano del Novecento. La sua opera, che spazia dalla difesa legale delle donne vittime di violenza allo sguardo critico rivolto a un sistema giudiziario permeato da stereotipi, parla ancora oggi con la forza di una denuncia necessaria. Il celebre processo per il massacro del Circeo — nel quale Lagostena Bassi difese Donatella Colasanti, sopravvissuta alla ferocia di un crimine che segnò un intero Paese — rimane un punto cruciale nella storia civile italiana.
La Presidente Di Salvo lo ha ricordato con fermezza: «Accogliere l’Archivio di una figura simbolo delle battaglie civili significa consegnare alle nuove generazioni la memoria viva delle conquiste delle donne e creare un luogo di confronto stabile sul tema dei diritti».
Profonde le radici culturali di questo gesto politico: l’operazione non nasce per spontaneità amministrativa, ma da una richiesta formale della Fondazione guidata dall’avvocata Andrea Catizone, che ha espresso riconoscenza e soddisfazione per la scelta del Municipio: «Siamo felici che l’Archivio trovi casa in un quartiere che sta investendo su cultura e inclusione: qui il nostro lavoro potrà dialogare con scuole, associazioni e famiglie, alimentando consapevolezza e partecipazione». In queste parole risuona un principio cardine della tradizione femminista italiana: la cultura come strumento di emancipazione collettiva. Non è un caso che molte voci della storia politica delle donne abbiano insistito proprio sulla funzione pubblica della memoria.
Lidia Menapace ammoniva: «La libertà non è mai un fatto individuale: è un bene comune che si esercita e si difende insieme». E ancora, Carla Lonzi scriveva in La donna clitoridea e la donna vaginale: «Tutto ciò che non ha nome non esiste politicamente».
In questa prospettiva, l’Archivio Lagostena Bassi diventa non soltanto un luogo fisico, ma un dispositivo simbolico che restituisce nome, storia e visibilità alle battaglie delle donne.
Non diversamente si espresse una delle maggiori intellettuali del femminismo giuridico, Lea Melandri, quando ricordò che «il sapere delle donne non è un archivio da conservare, ma un’eredità in continua trasformazione». La nuova sede a Spinaceto sembra rispondere proprio a questa esigenza dinamica: aprire gli archivi, farli dialogare con la comunità, renderli generativi.
L’archivio si fa quindi presidio per il futuro: l’iniziativa del Municipio IX Eur si colloca all’incrocio tra politica culturale e responsabilità civile. L’ex scuola, spazio educativo per definizione, torna a essere un luogo di apprendimento, ma lo fa con un significato ampliato: non solo formazione, ma coscienza; non solo informazione, ma partecipazione; non solo memoria, ma azione.
Spinaceto, quartiere spesso liquidato da retoriche semplificatrici, si pone così come laboratorio avanzato per una città che cerca di ricostruire sé stessa a partire dai suoi valori fondamentali. In questo orizzonte, l’Archivio Nazionale Tina Lagostena Bassi promette di diventare un punto di riferimento, un luogo di incontro tra storia e contemporaneità, tra istituzioni e cittadinanza, tra generazioni diverse. Come ricordava la stessa Lagostena Bassi: «I diritti delle donne non sono mai garantiti una volta per tutte. Vanno difesi, raccontati, esercitati ogni giorno».
Spinaceto, oggi, fa un passo concreto in questa direzione. Ed è un passo che parla a tutta la città.
