Il ministro Nordio ha dato parere negativo al recepimento nella legge comunitaria della direttiva europea sulle querele bavaglio perché sarebbe troppo generica.
Si tratta di un fatto gravissimo che avrebbe meritato ben altre reazioni.
Le querele bavaglio sono state più volte definite sia in sede comunitaria, sia dalla corte europea, sia dai tribunali nazionale.
Le querele bavaglio sono quelle che per le modalità e la richiesta di risarcimento eccedono la riparazione di una reputazione eventualmente violata e si configurano come minaccia preventiva verso il cronista.
Non casualmente il contrasto alle querele bavaglio é uno dei punti del media freedom act ed é uno dei punti sollevati dalla commissione europea all’Italia.
Il nostro paese oltre a detenere il triste primato dei giornalisti minacciati e sotto scorta, detiene anche il primato delle querele bavaglio scagliate da esponenti del governo e delle istituzioni contro giornali e giornalisti.
Il ministro Nordio sa benissimo di cosa si parla e, proprio per questo, ha ritenuto di dover personalmente intervenire e respingere il recepimento della direttiva.
In pratica ha bocciato il media freedom act.
Ora spetta alle istituzioni dei giornalisti e alle forze politiche, che hanno ancora a cuore l’articolo 21 della Costituzione sollevare in ogni sede la denuncia.
Sino a quando la commissione europea e le autorità di garanzia potranno fingere di non vedere?
Forse è davvero giunto il tempo di chiedere all’Europa di inviare ispezioni e sanzionare il governo delle querele bavaglio.
