I più moderati diranno che se l’è cercata; quelli che non lo sopportano per le sue inchieste saranno contenti. Io invece voglio esprimere piena solidarietà a Sigfrido Ranucci, per la bomba che ha distrutto la sua auto e danneggiato quella della figlia. Ranucci è un giornalista a cui dobbiamo – insieme a Riccardo Iacona e pochi altri – gli ultimi spazi di inchiesta, in una televisione pubblica ormai divenuta per legge una controllata della maggioranza di turno. Propongo che la Rai esponga la carcassa della sua auto nella sua sede, come installazione simbolo dell’informazione libera, che resiste al fascismo dell’intimidazione, delle querele temerarie e del bavaglio.
