Anatomia di un abbandono, un film di Riccardo Manfredi sull’assassinio dell’Imperatrice Sissi

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In occasione della proiezione del film “Anatomia di un abbandono”, mercoledì 29 proiezione a Tortiano (Parma) nel ristorante Campanini, nell’ambito di “Tortelli e Anarchia”, (ore 20.30 cena, ore 22 proiezione) e in replica giovedì 7 luglio al festival Valceno Arte a Vanino frazione di Varano de’ Melegari (Parma), il regista Riccardo Manfredi racconta la sua esperienza di regista ma anche testimone di quanto accaduto alla prima del film, proiettato per gli abitanti del paese, dove aveva vissuto l’assassino dell’Imperatrice Sissi. « Luigi Lucheni dopo aver fatto il servizio militare al Reggimento cavalleggeri di “Monferrato” di Napoli, nella campagna d’Africa, e aver prestato servizio per il principe Raniero de Vera d’Aragona come attendente, deluso per non aver ottenuto il posto di direttore di un carcere emigrò in Svizzera, prima a Losanna dove il suo intento era quello di assassinare il principe d’Orléans; per poi spostarsi a Ginevra il 10 settembre 1898 e qui uccise l’Imperatrice Sissi con una lima infilata nel cuore. Si presume che fosse entrato in contatto con l’ambiente anarchico anche se lui al processo dichiarerà di aver fatto da tutto da solo. La storia di un uomo abbandonato dalla madre da bambino in Francia dove era nato in clandestinità e affidato ad un orfanatrofio. La donna poi emigrò negli Stati Uniti senza mai più vederlo. Luigi, una volta tornato in Italia e affidato prima ad un orfanatrofio e poi a famiglie affidatarie ma povere, scappò per vagabondare in giro per l’Europa.

Dopo l’arresto, Lucheni venne condannato all’ ergastolo dove in carcere scrisse le sue memorie Histoire d’un enfant abandonné, à la fin du XIXe siècle, racontée par lui-même (“Storia di un ragazzo abbandonato alla fine del XIX° secolo, raccontata da lui medesimo”). Gli anni di detenzione segnati da atti di violenza nei suoi confronti e il 19 ottobre del 1910 venne trovato suicida anche se il sospetto che sia stato strangolato non è mai stato fugato.

Anatomia di un abbandono la proiezione a Case Noli e presentazione del regista Riccardo Manfredi

La proiezione del film Anatomia di un abbandono è stata organizzata dalla Pro Loco di Varano Melegari e Francesca Ruggeri e da Valceno Arte, Festival diretto dal trio di musicisti Liliana, Antonio e Marco Amadei. La scelta del suggestivo borgo di Case Noli per proiezione del film non è casuale, in quanto è il luogo dove Luigi Lucheni, l’assassino dell’imperatrice d’Austria Sissi, ha vissuto per otto anni tra l’infanzia e l’adolescenza. Nel paese di Varano c’è stata molta curiosità per l’evento e molti abitanti hanno voluto esserci, oltre le previsioni della stessa Pro Loco che ha dovuto aggiungere sedie. A dimostrazione di questo interesse la presenza dell’ingegnere di Varano Gian Paolo Dallara, fondatore dell’omonima industria di auto da competizione. La storia di Luigi Lucheni era già conosciuta in paese anche se presentava molte lacune e altrettante invenzioni.

Alcuni credevano che la madre adottiva fosse una sorta di maga e che Lucheni facesse parte della “Mano Nera”. La proiezione, chiarendo questi luoghi oscuri della memoria collettiva ha quindi contribuito a riconciliare gli abitanti con la memoria di quel povero bambino abbandonato e poi allevato a Varano in condizioni miserabili. Erano presenti anche gli attuali abitanti dell’ex stanza/stamberga, ora ristrutturata con eleganza, dove il piccolo Luigi viveva e ne hanno confermato i ricordi raccontando che quando hanno cominciato la ristrutturazione le pareti erano ricoperte da uno spesso strato di nerofumo così come scrive Luigi nella sua autobiografia. Un’altra conferma della volontà di riaccogliere la memoria del povero e sciagurato che è diventato celebre per aver commesso un delitto che ha fatto scalpore in tutta Europa. Un ringraziamento particolare va agli abitanti di Case Noli per aver offerto il rinfresco, in particolare alla la signora Franca, il marito Delmo e a Dania.

(fonte Wikipedia)

Torte fatte in casa, salame e buon vino. Il signor Delmo si è dimostrato particolarmente emozionato perché nella vita ha svolto il ruolo di proiezionista del cinema di Varano, ora chiuso. La sua testimonianza preziosa ha permesso di ascoltare come veniva utilizzato il proiettore che aveva due piccoli pezzi di carbone e bisognava stare alla giusta distanza per poter creare la fiamma la cui luce avrebbe permesso la proiezione. Nello spirito di cineVillon c’è proprio questo, il cinema come luogo di aggregazione sociale e incontro e non solo consumo e business.

Una coincidenza degna di nota: mentre Eden Tosi e io stavamo pranzando in osteria si è aggiunta Veronica, compagna di Patrizio Dall’Argine burattinaio del Teatro Medico Ipnotico. Mentre eravamo seduti al tavolo quando una donna si è avvicinata e ha esclamato “Veronica sei proprio tu?”Veronica si è girata e ha esclamato “Sissi!”… Era la sua amica Silvia soprannominata Sissi che Veronica non vedeva da 20 anni e che non sapeva nulla della proiezione. A quel punto l’abbiamo invitata e le ho riservato un posto in prima fila. Non credo capiterà più di proiettare a dieci metri dalla Casa di Lucheni e avere Sissi in prima fila. Anche questo è cineVillon».

 

 


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