Odio latente

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“Chiudono i negozi e aprono i porti”: ecco una frase – pronunciata spesso da Salvini e ripresa dalla Meloni in un tg di prima sera – che genera odio. Perché crea un capro espiatorio del tutto arbitrario, su cui poter canalizzare la frustrazione di chi patisce un divieto. E’ una falsa associazione di eventi – sbarchi e chiusura del commercio – del tutto inventata come se altre assurde del tipo “i nostri vecchi muoiono nelle terapie intensive, mentre i clandestini scoppiano di salute”;  oppure “noi non possiamo fare il cenone, mentre gli zingari festeggiano tutti insieme”. E via di seguito con tutto il repertorio di frasi tossiche,  che collegano due situazioni estranee tra loro, solo per fomentare odio latente del gruppo più forte nei confronti del più debole.  Questa tecnica è tipica della propaganda fascista. Che si ripresenta non solo inneggiando il duce, ma anche utilizzando lo stesso metodo del falso affronto, per liberare ostilità covata sotto forma di un vittimismo violento, che giustifichi la persecuzione.

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