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Rocchelli – Mironov: oggi a Milano il processo d’Appello dopo la condanna di un militare italo-ucraino

 

E’ iniziato oggi a Milano il processo in appello per l’uccisione del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli e del giornalista e attivista per i diritti umani russo Andrei Mironov, avvenuta il 24 maggio 2014 a Sloviansk, in Ucraina.
Unico imputato del procedimento giudiziario il soldato italo-ucraino Vitaly Markiv, condannato in primo grado per l’agguato ai due operatori dell’informazione che percorrevano in auto le zona di frontiera insieme al fotoreporter francese William Roguelon e all’autista locale che li accompagnava.
Rocchelli e Mironov erano nella parte  orientale del Paese per  documentare le condizioni di sofferenza dei civili durante il conflitto armato iniziato un mese prima al confine con la Russia.
Condannato a 24 anni di carcere, il 31enne Markiv viveva già da molti anni in Italia. Nel 2014, quando è esploso il conflitto del Donbass, era tornato in Ucraina arruolandosi da volontario nella Guardia Nazionale ucraina.
La Corte di Assise ha emesso un verdetto più pesante di quello richiesto dal pm Andrea Zanoncelli (18 anni),  sentenza contestata dalle autorità ucraine e dagli investigatori locali che si dicono certi Markiv non possa essere il responsabile dell’uccisione di Andy e Andrej.
Secondo la tesi di Kiev, che però non è suffragata da elementi certi oltre ogni ragionevole dubbio, i soldati ucraini ”in quel periodo, in quel posto, erano armati soltanto con armi di tiro teso (cannoni o obici)”, mentre ”il giornalista è stato ferito mortalmente con pezzi di proiettili di mortaio”.
È evidente che la diplomazia ucraina e ambienti nazionalisti stiano cercando di attuare la  massima pressione possibile al fine di ribaltare il giudizio
Ma qui non siamo in Ucraina, siamo in Italia dove la magistratura è indipendente dal potere politico e da quelli sovranazionali. Fermo restando che la ‘presunta innocenza’ resti tale fino alla conclusione dell’intero rito giudiziario.
Una cosa è certa. La Federazione nazionale della stampa si è costituita parte civile per l’omicidio del collega, anche se Andy non era iscritto all’ordine dei giornalisti né al sindacato, e Articolo 21 è accanto alla Fnsi e alla famiglia Rocchelli e continuerà ad esserlo fino in fondo. Nonostante gli attacchi e i tentativi di delegittimazione.
Oggi più che mai bisogna essere fermi nel chiedere giustizia per Andrea e Andrej e resistere alle forte campagna filo Markiv, che per l’apertura del processo si è trasformata in un sit-in di protesta davanti al tribunale di Milano per chiedere la liberazione dell’imputato.
Noi continuiamo a essere dalla parte della verità, l’unica che può e deve prevalere.

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