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Anche in Puglia da oggi il presidio di articolo 21

 

Puglia terra meravigliosa, controversa come tutti i sud e come ogni sud una carabina puntata all’altezza del cuore.
Perché è lì che ti punta e ti colpisce questa terra, stregandoti e facendoti sua. Oltre e al di là delle radici.

In questo tacco, avvolto da due mari che si abbracciano fratelli a finibus terrae, Giano bifronte da sempre terra di esodo e d’approdo, approda in questo difficile 2020 Articolo21.

Presidio di informazione libera dal fronte, che è la strada. Per la gente, tra la gente, la Costituzione in una mano la penna nell’altra.

Ringrazio gli amici e colleghi, il presidente Paolo Borrometi per tutti e la mia guida, discreta e presente, Beppe Giulietti, per avermi accolto prima e scelto poi, ricordandomi che non si è mai soli, quando si ha la forza e la convinzione di chiedere aiuto.

L’ho fatto, anni or sono, quando ho scoperto che il mestiere del giornalista è sotto attacco costante, che il silenzio uccide e l’isolamento pure. Che spuntare la penna dell’informazione puntuale e senza padroni, è consueto modus operandi di mafie, facinorosi e vigliacchi di ogni fatta. Ecco, Articolo21 rappresenta il megafono e la cassa di risonanza non solo del giornalismo di frontiera, ma di tutte quelle voci sole, che sono spesso in minoranza ma dalla parte giusta.

E siamo pronti anche a raccontare la Puglia, tutti i suoi colori e chiaroscuri, tutte le sue voci, veri e liberi. Senza infingimenti, né voli pindarici né pietismi.

Di mafie e di altri demoni? Anche, ma non solo.

In questo lembo di terra le mafie si differenziano, per territori, affari, modus operandi. Use all’osmosi, alla cooperazione con i “cugini” di altre regioni, con ‘ndrangheta e camorra, hanno imparato dalla lectio magistralis sulle metamorfosi.

Sicchè s’infiltrano e s’infilano, specie a sud della Puglia, silenziose, istruite e permeanti, negli affari del turismo, nelle pieghe e nelle piaghe di un caporalato che non ha mai fine, nelle nuove povertà che cedono alle lusinghe dell’usura, negli appalti pubblici, nelle pubbliche amministrazioni.

Otto al momento, quelle in amministrazione straordinaria in tutta la regione, a seguito di scioglimento per infiltrazione mafiosa., di queste la metà sono in provincia di Lecce, casa mia.

Non ci sono dita o muretti a secco dietro cui nascondersi, ma nemmeno addosso ai quali piangere con la croce addosso.

Non è da noi. I pugliesi migliori, che sono la maggior parte, sono abituati a reagire, a fendere le onde del mare in tempesta, abbracciare i tronchi di ulivi secolari piagati dalla Xylella, aprire la porta di casa allo straniero per offrire una tazza di caffè e una stretta di mano sincera. E se c’è solo un pezzo di pane, lo si divide. Senza chiacchiere.

Ecco, a questa Puglia, all’associazionismo fertile e vivace che la colora, ai suoi presidi di legalità, alle voci libere e alle mani di fatica, a chi non pretende di cambiare il mondo ma è pronto a cominciare dal suo, alla società civile, ai folli che credono fermamente nel valore del noi dedico questo nuovo inizio e apro le porte di questa casa, che sia la casa di tutti e di ognuno.

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