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“Crescere uomini. Le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo” di Monica Lanfranco (Erickson, 2019)

 

Monica Lanfranco si occupa da anni di educazione alla sessualità. Gira con fatica nelle scuole di tutta Italia cercando, di volta in volta, di abbassare l’altezza e ridurre lo spessore, con lo scopo di arrivare a farli scomparire, dei muri costruiti a suon di stereotipi e pregiudizi, arcaici retaggi culturali e ignoranza purtroppo largamente diffusa, il tutto condito con una massiccia dose di presunzione di superiorità con cui ancora oggi vengono educati bambini e ragazzi.

Crescere uomini è il titolo del libro edito da Erickson che assembla l’esperienza e le considerazioni dell’autrice e riporta anche molte delle risposte date dai ragazzi che hanno partecipato al sondaggio, creato dalla stessa Lanfranco, basato sui temi della sessualità, della pornografia e del sessismo.

A colpire è, tra le tante cose, il fatto che la quasi totalità dei ragazzi dichiara che la fonte unica, primaria e assoluta di insegnamento, apprendimento e ispirazione per la propria sessualità è la pornografia attraverso il web.

Lanfranco afferma che questo è un dato che dovrebbe fare riflettere le persone adulte di riferimento. Verissimo.

La pornografia basa i propri bias sulla carnalità e l’assenza di contesti, emozioni, sentimenti, responsabilità, maturità… le persone diventano corpi-oggetto atti a soddisfare pulsioni. È evidente e palese che il ricorso a questo tipo di visione produca effetti non proprio lodevoli negli adulti quindi si possono facilmente immaginare le conseguenze nefaste che causano sui giovani.

È lecito a questo punto domandare quanti degli adulti che dovrebbero orientare ed educare i giovani coltiva la propria sessualità matura allo stesso modo, ovvero attraverso la pornografia.

È prassi comune confondere la divisione biologica che vede la presenza di persone o animali di sesso maschile e di sesso femminile (maschi e femmine) con quella sociale che vede invece la divisione in uomini e donne. L’avere un apparato di riproduzione che funziona regolarmente o meno non dovrebbe essere fattore determinante e descrivente l’essere umano cui appartiene. Purtroppo non è così e la confusione che impera nell’attuale sistema culturale non può che ingenerare seri danni a coloro i quali viene trasmesso.

Esiste poi tutto l’universo dei transgender. Dal libro di Monica Lanfranco appare palese che i giovani – e anche i non più tali in realtà – fatica ancora a ben comprendere i diritti delle categorie più longeve, figuriamoci poi con quelle recenti. Purtroppo.

Da una recente indagine condotta da wired.it è emerso chiaramente che questi ragazzi, educati alla sessualità dalla pornografia, non si accontentano di esserne semplici fruitori passivi ma la trasformano in azioni concrete nelle quali si fondono e si confondono desideri e pulsioni sessuali, risentimento e vendetta, aggressività e violenza.

Per quanto tempo ancora gli adulti designati alla loro educazione e formazione e le istituzioni continueranno a ignorare il problema o a relegarlo come fenomeno marginale?

E di nuovo si ritiene lecito e doveroso domandare quanti adulti in realtà, pur non ammettendolo, condividono le posizioni espresse e le azioni intraprese da questi ragazzi.

Si chiede Lanfranco come si potrà mai riuscire a sconfiggere modelli sessisti e stereotipi che vogliono, ad esempio, l’uomo cacciatore e la donna preda, senza un’educazione ai sentimenti e all’empatia sin dai primi anni di scuola e socializzazione. Già. Come darle torto.

Invece di lasciare che i ragazzi e le ragazze formino il loro immaginario e attingano informazioni sulla sessualità attraverso il mondo della pornografia online bisognerebbe instaurare con loro un dialogo fin dall’infanzia, perché affrontare il discorso della sessualità nelle varie età della vita serve certamente a prevenire gravidanze precoci o indesiderate nonché malattie sessualmente trasmissibili ma anche a educare “alla convivenza pacifica tra le persone e nella collettività, avendo l’educazione una potente funzione preventiva nei confronti della velenosa piaga della violenza maschile sulle donne, che è alla base di ulteriori violenze nel contesto umano”.

Nelle risposte date al questionario somministrato loro dalla stessa autrice, i ragazzi hanno mostrato immaturità e, al contempo, una violenza inaudita. Sono soli, troppo soli nell’affrontare un aspetto fondamentale della loro crescita esistenziale ed è evidente che da soli e soprattutto attraverso il ricorso alla pornografia non ce la potranno mai fare a crescere uomini davvero.

«È la libertà di concepire il sesso in modo personale e di manifestarlo a proprio modo. La sessualità è una libertà di chiunque.»

Dietro questa risposta, che non è tra le peggiori che si leggono nel libro, traspare pesante un retaggio culturale, consentitemi, molto bigotto che affianca la sessualità a qualcosa di nascosto, sporco, peccaminoso. Almeno questo è ciò che viene insegnato nella speranza di tenere i giovani lontano il più possibile da essa. Complice anche una certa ingerenza religiosa che raconta di castità, purezza, celibato… E così nell’immaginario di giovani e non il piacere sessuale diventa ben presto qualcosa di proibito e, come tale, ancora più desiderabile. Ottenerlo equivale allora a raggiungere la libertà. Ottenerlo a qualunque costo. E le donne, seguendo quest’ottica, sono tutte solamente delle femmine procura piacere, proprio come le femmine della pornografia, ovvero l’unica educazione alla sessualità che hanno conosciuto.

Viene da sé che nel Terzo Millennio ciò è palesemente inammissibile, o dovrebbe esserlo. In Italia di educazione sessuale fatta bene se ne discute sin dagli anni Settanta ma ancora non si è trovato il bandolo della matassa. Possibile? Incredibile ma vero. Quando si affrontano argomento quali il sesso, la sessualità e l’orientamento sessuale, ci ricorda l’autrice, è necessario sapere che ci si trova davanti, prima di tutto, alla paura: di dire la cosa sbagliata, di dire troppo, di essere troppo espliciti… in buona sostanza istituzioni, educatori e famiglie non riescono a trovare il modo giusto per parlare agli adolescenti di sesso, sessualità e orientamento sessuale per timore, paura, ignoranza e, mentre loro lasciano passare anni prima di decidere come fare, intere generazioni fanno formazione con la pornografia attraverso il web e danno libero sfogo alla rabbia e al risentimento accumulati nelle chat di social dove impera sessismo, maschilismo, misoginia, istigazione palese alla violenza e allo stupro, pornografia e pedopornografia… Sintetizzando ancora: un vero disastro.

Alla domanda cosa significa per te essere virile?, due risposte sono risultate particolarmente esemplificative degli universi culturali contrapposti tra i quali la società può scegliere, spingendo l’educazione verso l’uno o l’altro paradigma:

  • Essere carismatico e donnaiolo, di corporatura massiccia e peloso.”
  • Secondo il codice dei gentlemen significa avere rispetto dell’altro sesso.”

Il rispetto, il pilastro intorno al quale andrebbe costruito l’intero sistema di valori. Un rispetto che naturalmente deve essere reciproco e universale.

Crescere uomini di Monica Lanfranco, ma in realtà tutto il lavoro da lei svolto,  rappresenta un’ottima base di partenza per serie riflessioni sul tema e sui problemi esistenti ma, soprattutto, è la testimonianza di una strada percorribile per risoluzione di questi problemi.

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