Sei qui:  / Articoli / Informazione / Il Coronavirus in Iran e il dramma delle sanzioni

Il Coronavirus in Iran e il dramma delle sanzioni

 
Intervista esclusiva sulla situazione del Covid19 in Iran al Consigliere consigliere responsabile dell’Ambasciata della Repubblica Islamica a Roma
In questo dramma che tutti noi viviamo c’è un Paese che al dolore di una pandemia abbina l’impossibilità di poter curare i propri malati. In questi giorni in cui si celebra il Capodanno iraniano la popolazione si ritrova confusa preoccupata e soprattutto vive un senso di rabbia contro chi gli ha imposto di non poter curare a causa delle sanzioni un proprio familiare un amico un conoscente. Oggi l’Iran è il terzo paese al mondo dopo la Cina e l’Italia a contare più vittime per il coronavirus.”Ma in questa lunga notte, che ci vuole isolati e distanti, possiamo e dobbiamo costruire una fune alla quale aggrapparci tutti insieme, per resistere finché non arriverà l’aurora. Se, ognuno di noi, sarà stato portatore sano di bellezza, partecipazione, condivisione e generosità, allora vedremo sorgere il sole di un nuovo e più consapevole umanesimo.
Con questo spirito di condivisione abbiamo chiesto a Mohsen Pakparvar, consigliere responsabile dell’Ambasciata della Repubblica Islamica a Roma, di informarci il più possibile su quello che sta accadendo in Iran.

Come è in questo momento la situazione nella Repubblica Islamica dell’Iran?
“In Iran, è stata creata la Direzione centrale per la lotta contro coronavirus con la presidenza del Presidente della Repubblica. Le ultime statistiche aggiornate sono pubblicate quotidianamente dal ministero della Salute. Le raccomandazioni sulla salute e le misure preventive sono state ampiamente pubblicate, fornendo le informazioni continue costantemente. Molti luoghi pubblici e di pellegrinaggio sono stati chiusi e numerosi ospedali sono stati preparati per servire i pazienti. Tuttavia, si sente la necessità di ulteriori attrezzature che sono state limitate dalle sanzioni statunitensi. Le forze armate sono state chiamate ad assistere nell’attuazione delle decisioni della Direzione ‘anticorona’ e con l’ordine della Guida suprema il Capo di stato maggiore della difesa è stato incaricato di istituire un “centro sanitario” per prevenire un’ulteriore diffusione della malattia.

Egli ha anche sottolineato che, date le prove che ipotizzano la probabilità di un “attacco biologico”, il provvedimento potrebbe avere anche l’aspetto di un esercitazione biologicamente difensiva e rafforzare l’autorevolezza nazionale.

Abbiamo visto condividere drammatiche immagini satellitari di fosse comuni in cui sarebbero sepolti molti iraniani deceduti a causa del Coronavirus? Sono attendibili?
“É ovvio che molti media americani conducono da anni una guerra mediatica su vasta scala contro l’Iran. le notizie sulle immagini dei cimiteri di Qom vanno in questa direzione. Con le tecnologie satellitari ormai da anni si possono produrre immagini su scala molto ridotta della superficie terrestre. Come sapete, il capodanno Iraniano è iniziato il 20 marzo e di solito si cerca di attuare i piani metropolitani entro la fine dell’anno. Di solito anche i cimiteri iraniani prima di fine anno erigono un numero alto di tombe per l’anno avvenire, secondo il loro bisogno. Generalmente nelle grandi città, realizzare tali piani per seppellire i morti è un atto naturale. Inoltre il numero dei morti viene pubblicato costantemente attraverso i canali ufficiali e visti gli avvisi preventivi di salute al pubblico, non vi è nessuna segretezza e mancanza di trasparenza da parte delle delle istituzioni governative. La mossa dei media statunitensi di diffondere le notizie false (fake news) arriva proprio quando l’amministrazione Trump affronta seri problemi nella gestione dell’emergenza coronavirus nel suo Paese. Le immagini diffuse dei negozi vuoti di merci di prima necessità sono solo una parte dell’incapacità di un paese che con la proiezione psicologica che intende ingannare la pubblica opinione. Mentre in Italia e in Iran che vivono le condizioni di massima emergenza coronavirus, non si evidenziano tali carenze.”

In quale modo le sanzioni stanno provocando problemi per i trattamenti medici al popolo iraniano?
“Oggi ci troviamo di fronte a fenomeni rari nel mondo della politica. Il coronavirus è diventato un pandemia globale e deve essere combattuto da tutti i membri della comunità internazionale. Nessun paese può far fronte da solo a questa crisi. Purtroppo il regime americano ha scelto i modi più disumani per fronteggiare il popolo iraniano. Questo paese con totale ipocrisia afferma di non aver sanzionato il commercio dei beni umanitari. Ma questo non è altro che inganno esplicito dell’opinione pubblica. Il commercio umanitario richiede sia risorse in valuta estera sia canali bancari. Gli Stati Uniti hanno rafforzato le sanzioni alle vendite di petrolio dell’Iran e gli sforzi per bloccare le esportazioni iraniane di petrolio che sono fondamentali per finanziare l’acquisto delle merci necessarie. Oltre a ciò ci sono anche le restrizione dei canali bancari e allarmismi nel sistema bancario internazionale allo scopo di non cooperare con l’Iran, che hanno ostacolato qualsiasi interazione per acquistare questi beni da fonti affidabili, specialmente dall’Europa. Molte delle attrezzature mediche e dei farmaci necessari per combattere il virus si trovano nei paesi occidentali e la mancanza di acquisto di petrolio e di prodotti sanzionati dell’esportazione iraniana, da questi paesi insieme alle difficoltà bancarie esistenti sono diventate un ulteriore aggravio alle ostilità unilaterali degli Stati Uniti. Soddisfazione, silenzio e indifferenza di fronte a questo atto disumano dell’America costituiscono ‘unilateralismo passivo’. Dobbiamo sapere che il Coronavirus è una minaccia che ha portato tutto il mondo nella stessa barca e la distruzione di un paese, coinvolgerà tutti gli altri.
Il ministro degli esteri Javaj Zarif ha chiesto aiuto per il supporto di attrezzature mediche e ospedaliere? Quali paesi hanno risposto a questa emergenza?
Il Ministero degli affari esteri dell’Iran, come membro attivo della Direzione anticoronavirus, è tenuto a identificare i fornitori di attrezzature e articoli sanitari necessari in tutto il mondo e a tal proposito, il Ministro degli Affari Esteri Dr. Zarif ha pubblicato un elenco di articoli urgentemente necessari. Molti paesi hanno risposto positivamente a questa richiesta iraniana. L’Italia, nonostante tutte le difficoltà che sta affrontando, ha assistito l’Iran attraverso l’OMS e la Croce Rossa. Cina, Russia, Giappone, Regno Unito, Francia, Germania, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Unione Europea, Pakistan, Malesia, Turchia, Tailandia, Svezia, Georgia e… hanno inviato aiuti direttamente al nostro paese o l’attraverso l’OMS o tramite la Croce Rossa. Inoltre molte aziende in tutto il mondo hanno annunciato la loro disponibilità a fornire questi articoli e in questo momento, a causa delle disumane sanzioni statunitensi, stiamo identificando i modi per acquistarli. Ma la dimensione dei bisogni del Paese va ben oltre.”
La guida Suprema dell’Iran Ayathollah Kamenei ha dichiarato che il Covid19 é un attacco biologico. Quante persone in Iran credono realmente a questa possibilità?
La Guida Suprema in un’ordinanza indirizzata al Capo di Stato Maggiore della Difesa ha sottolineato che viste le prove, si tratta probabilmente di un attacco biologico. Occorre pertanto prestare attenzione all’aspetto dell’esercitazione biologicamente difensiva e rafforzare l’autorevolezza nazionale. Tali azioni sono legate alla sicurezza nazionale degli Stati, molti paesi lo stanno prendendo in considerazione e sono tra i doveri essenziali dei governi. Il tema dell’attacco biologico del coronavirus è oggetto di un attento esame da parte di varie autorità scientifiche e politiche, ad esempio anche in Russia e Cina. L’Iran, ovviamente, continuerà le sue indagini per dimostrare questa ipotesi e cercherà di prepararsi per eventi simili in futuro.”
A prescindere dalla fornitura di attrezzature mediche quali paesi hanno dimostrato maggiore vicinanza in questo frangente?
Sebbene la misura in cui i paesi contribuiscono ad affrontare questa crisi sia importante per la sua portata, dal punto di vista degli iraniani è essenziale che i paesi possano aiutarsi a vicenda in queste circostanze. Dobbiamo ringraziare i cinesi che come l’Italia hanno offerto ampi aiuti all’Iran, alcuni dei quali sono stati implementati e le attrezzature inviate sono giá in uso nel paese. Paesi europei e asiatici, nonché paesi limitrofi come Azerbaigian, Russia, Qatar, Uzbekistan, anche l’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Europa, Francia, Gran Bretagna e Germania hanno inviato aiuti all’Iran. Paesi come la Grecia e paesi del nord Europa hanno offerto aiuti ma stiamo tuttora cercando un meccanismo per trasferirli nel paese. Anche il Giappone ha fornito dei buoni aiuti, e sono stati offerti all’Iran ottimi aiuti, alcuni dei quali sono stati ricevuti e altri sono in corso di spedizione. Questi aiuti mostrano la solidarietà dei popoli del mondo con l’Iran che apprezziamo molto.”
Come state vivendo la situazione degli iraniani che vivono in Italia e che non posso lasciare il paese per raggiungere specie in questo periodo di capodanno iraniano le proprie famiglie?
I servizi consolari e diverse assistenze sono forniti dall’ambasciata iraniana a Roma e dal nostro consolato generale a Milano agli iraniani residenti in Italia. Le informazioni necessarie vengono fornite ai cittadini e ai passeggeri iraniani nel sito dell’ambasciata e nel cyberspazio. Sono state stabilite comunicazioni continue con gli iraniani residenti ed in particolar modo con gli student. Inoltre sono state fornite informazioni sui voli da Milano a Teheran per il rimpatrio dei passeggeri e per tutti coloro che sono interessati a tornare in Iran. Naturalmente le condizioni di quarantena in Italia si sono intensificate e gli iraniani rispettano queste restrizioni, nonostante il loro interesse di tornare l’Iran per il nuovo anno iraniano. In questo preferiscono non viaggiare e rimanere nelle proprie case.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE