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Coronavirus. L’Europa aggredita assume provvedimenti concreti. Cosa si fa in Spagna, Francia e Germania e cosa ha deciso l’Eurogruppo

 

Di Beppe Pisa

L’epidemia ormai si sta estendendo a tutta Europa a ritmi in alcuni casi più sostenuti che nel nostro Paese. Una progressione esponenziale, come quella della Spagna, adesso il secondo paese del Vecchio continente per numero di casi positivi: 9.191. Di questi, il 60% (4.695) ricade nella comunità autonoma di Madrid. Per cercare di porre un freno all’epidemia, il governo spagnolo ha adottato misure di contenimento simili al “lockdown” italiano. Sabato, il premier Sanchez ha dichiarato lo stato d’allarme facendo ricadere sotto il controllo del Governo centrale le decisioni in materia di interni, difesa e salute, solitamente demandate alle Comuntà autonome. Per 15 giorni verranno chiuse tutte le attività commerciali e ricreative, i musei, i cinema e le scuole. Rimangono aperti negozi di alimentari, farmacie, ottici, tabaccherie, lavanderie, parrucchieri, negozi di alimenti per animali domestici, ortopedia, prodotti igienici, edicole, benzinai, tabacchi. Le misure del decreto di sabato si sono aggiunte ad altri provvedimenti già presi la settimana precedente, tra cui la quarantena di alcune cittadine della Catalogna, la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività del parlamento.

Germania. Si blinda e chiude tutti i luoghi di intrattenimento

La Germania, che ha registrato 5.813 casi e 13 morti per Covid-19, ha introdotto controlli alle frontiere con Austria, Danimarca, Francia, Lussemburgo e Svizzera, consentendo il passaggio solo a chi ha un valido motivo (residenti, pendolari e merci). Sono state chiuse quasi tutte le attività commerciali ad eccezione di alimentari, banche, farmacie e stazioni di servizio. Sono state vietate le riunioni religiose nei luoghi di culto e limitate le visite agli ospedali e alle case di cura. Il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha annunciato restrizioni alle frontiere europee. “Meno si viaggia, più possiamo contenere il virus”, ha detto. Le misure dovrebbero durare 30 giorni, ma potrebbero essere prorogate se necessario. I residenti nell’Ue, i familiari di cittadini dell’Ue, i diplomatici, i medici e i ricercatori saranno esentati.

Francia. Macron parla alla nazione, “siamo in guerra, restate a casa”

Il presidente francese Emmanuel Macron, in un discorso a reti unificate alla nazione, ha dichiarato all’ora di cena senza giri di parole che ormai il Paese “è in guerra, una guerra non contro un paese o contro un esercito ma una guerra sanitaria contro il Coronavirus”. Una guerra per combattere la quale tutti i cittadini sono chiamati a sopportare disposizioni senza precedenti che in pratica sono quelle adottate nel Paese. Dunque, dopo lo stop a tutte le attività non essenziali, da domani i francesi “per almeno 15 giorni” saranno chiamati a restare a casa, e sarà vietato loro visitare o incontrare altre persone che non siano quelle con le quali si abita. Sarà permesso muoversi solo per motivi indispensabili, come ricevere cure mediche o fare la spesa, sempre rispettando quei “gesti barriera” che soli possono proteggere dall’infezione. Anche i parchi pubblici saranno chiusi anche se “si potrà andare a lavorare o fare un po’ di attività fisica all’aperto ma senza incontrare altre persone”. “Mai la Francia in tempo di pace aveva dovuto prendere una simile decisione, seppure temporanea”, ma – ha detto Macron – “la crisi è divenuta una realtà immediata e il nostro unico obiettivo è proteggerci”. L’inquilino dell’Eliseo, che ha annunciato anche la chiusura delle frontiere da domani a mezzogiorno, ha inoltre annunciato il rinvio del secondo turno delle elezioni municipali nonché delle riforme in atto, prima tra tutte quella, contestatissima, sulle pensioni. Il Paese, ha assicurato Macron, metterà in campo tutte le proprie risorse per assistere sia chi è chiamato a combattere il morbo in prima linea, medici, soccorritori e infermieri, sia chi a causa della pandemia subirà drammatiche ricadute economiche. Quindi l’invito alla nazione a restare unita in questa fase straordinaria, “della quale non possiamo al momento stabilire la durata”. Nel frattempo i dati dell’infezione da Covid-19 anche in Francia diventano di giorno in giorno più pesanti: l’ultimo bollettino parla di 127 morti e 5.423 contagiati.

 Eurogruppo, risposte forti a crisi da ‘tempi di guerra’

L’economia europea sta entrando in “tempi di guerra” avverte il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, e ogni giorno i segnali sono più evidenti. Le borse vanno di nuovo a picco e ‘bruciano’ 255 miliardi di euro mentre lo spread sfiora i 260 punti, segnalando un panico, anche sui mercati, che è solo all’inizio. Se la risposta sanitaria dei Paesi Ue per ora è disomogenea, l’Eurogruppo prova a coordinare almeno quella economica. E in una videoconferenza dà pieno sostegno alle misure messe in campo dalla Commissione Ue venerdì scorso, dal massimo utilizzo della flessibilità del Patto di Stabilità e Crescita al sostegno alla liquidità per imprese, famiglie e lavoratori. Anche il Fondo monetario internazionale prova a fare la sua parte e si dice pronto a mobilitare 1.000 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza. Nell’Eurogruppo di oggi “diamo risposta potente ma sappiamo che il virus non ha raggiunto il suo picco. Non dobbiamo prenderci in giro, sono i primi passi in una temporanea ma lunga battaglia. Il contenimento forzato sta portando le nostre economie ai tempi di guerra”, ha detto il presidente Centeno prima della riunione dei ministri. A causa dell’emergenza Covid-19, non solo è cambiata l’agenda della riunione ma anche la sua modalità: diversi ministri non possono muoversi a causa delle restrizioni ai movimenti adottate dai Governi e Centeno ha deciso di tenerla in videoconferenza. Agevolando anche i molti ministri impegnati contemporaneamente nelle riunioni d’emergenza dei propri Governi, da Roberto Gualtieri e Bruno Le Maire. Anche l’agenda ha subito significative variazioni: l’atteso via libera alla riforma del meccanismo europeo di stabilità (Mes) è saltata e rinviata a data da destinarsi. Troppo pressante l’emergenza Coronavirus per lasciar spazio ad altro. Per ora la risposta segue l’impostazione della Commissione Ue. “Assicureremo che le regole di bilancio e quelle per gli aiuti di Stato non impediscano di sostenere le nostre economie. La flessibilità c’è e sarà pienamente utilizzata”, ha detto Centeno. L’Eurogruppo, ha spiegato, appoggerà “misure che possano aiutare a superare il gap fino a che il virus non sarà passato”, come quelle per contenere il virus, di sostegno a famiglie e lavoratori e alle Pmi. Ma già molti sono consapevoli che gli sforzi messi in campo finora non saranno sufficienti.

Da jobsnews

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